Dieci su dieci: è già record delle sostituzioni
L’allenatore ha approfittato subito del nuovo regolamento sui cambi ma senza avere grandi benefici
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PISA. Dieci sostituzioni utilizzate su 10 a disposizione per il Pisa nelle prime due giornate. Ora anche tre cambi in un colpo solo, come amava fare Antonio Toma, non mettono necessariamente a rischio di inferiorità numerica in caso di successivi infortuni. Gautieri ha sfruttato completamente la nuova opportunità offerta dal regolamento, purtroppo non ottenendo il massimo sotto il profilo dei risultati.
Primato a tre. Il record è condiviso dai nerazzurri con Piacenza e Viterbese. Due compagne di strada che hanno finora ottenuto risultati all’opposto: il team emiliano, pur rimescolando le carte, non ha strappato neppure un pari, mentre l’undici laziale ha fatto il pieno non solo dei cambi, ma anche dei successi, usando le forze fresche non tanto per mettere la freccia quanto per difendere o arrotondare punteggi già incanalati nel modo giusto. Contro gli uomini di Camilli il Prato inutilmente ha usato tutte le proprie carte e nel match con il Livorno ha richiamato quattro uomini della panchina, finendo però per doversi accontentare di un pareggio. Il Monza, prossimo avversario del Pisa, con quattro cambi (uno per infortunio) aveva messo al sicuro il successo sul Piacenza, mentre con cinque non ha rimediato allo svantaggio subito a metà tempo nella sfida di Pistoia.
Pontedera all’opposto. L’Olbia ha battuto il Pisa senza bisogno di modificare l’undici titolare. Allo stesso modo il Pontedera ha imbrigliato l’Alessandria sull’1-1, facendosi però rimontare dai piemontesi, che hanno avvicendato quattro calciatori, tre nell’ultimo quarto d’ora, segnando al minuto 88. Olbia e Pontedera hanno poi cambiato due uomini nella successiva partita (conservando insieme il minimo delle sostituzioni nel girone) con risultati opposti, i sardi prevalendo a Grosseto sul Gavorrano, i granata inciampando a Lucca.
Negli ultimi 5 minuti. Chi entra negli ultimi minuti spesso sui giornali si guadagna un “senza voto”, ma ora forse questa abitudine dovrà cambiare. Gautieri sul finire di ciascuno dei primi due incontri ha gettato nella mischia due giocatori, sperando invano che dessero una scossa ai compagni nei pochi minuti concessi. Ora più che mai chi subentra deve essere pronto a calarsi immediatamente nel clima della partita.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Primato a tre. Il record è condiviso dai nerazzurri con Piacenza e Viterbese. Due compagne di strada che hanno finora ottenuto risultati all’opposto: il team emiliano, pur rimescolando le carte, non ha strappato neppure un pari, mentre l’undici laziale ha fatto il pieno non solo dei cambi, ma anche dei successi, usando le forze fresche non tanto per mettere la freccia quanto per difendere o arrotondare punteggi già incanalati nel modo giusto. Contro gli uomini di Camilli il Prato inutilmente ha usato tutte le proprie carte e nel match con il Livorno ha richiamato quattro uomini della panchina, finendo però per doversi accontentare di un pareggio. Il Monza, prossimo avversario del Pisa, con quattro cambi (uno per infortunio) aveva messo al sicuro il successo sul Piacenza, mentre con cinque non ha rimediato allo svantaggio subito a metà tempo nella sfida di Pistoia.
Pontedera all’opposto. L’Olbia ha battuto il Pisa senza bisogno di modificare l’undici titolare. Allo stesso modo il Pontedera ha imbrigliato l’Alessandria sull’1-1, facendosi però rimontare dai piemontesi, che hanno avvicendato quattro calciatori, tre nell’ultimo quarto d’ora, segnando al minuto 88. Olbia e Pontedera hanno poi cambiato due uomini nella successiva partita (conservando insieme il minimo delle sostituzioni nel girone) con risultati opposti, i sardi prevalendo a Grosseto sul Gavorrano, i granata inciampando a Lucca.
Negli ultimi 5 minuti. Chi entra negli ultimi minuti spesso sui giornali si guadagna un “senza voto”, ma ora forse questa abitudine dovrà cambiare. Gautieri sul finire di ciascuno dei primi due incontri ha gettato nella mischia due giocatori, sperando invano che dessero una scossa ai compagni nei pochi minuti concessi. Ora più che mai chi subentra deve essere pronto a calarsi immediatamente nel clima della partita.
Massimo Berutto
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