Il presidio
Ripescaggi in B: preclusioni mantenute e norme più restrittive
Il Pisa tornerebbe in gioco se altri club fossero retrocessi all’ultimo posto per illecito sportivo
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PISA. Le norme sui ripescaggi nei campionati professionistici per la stagione 2017/2018 sono state approvate all’unanimità dal Consiglio Federale, che ha fissato per la Lega Pro il contributo del ripescaggio a 300 mila euro più 200 mila euro con fideiussione e per la Lega B a 700 mila euro più 300 mila euro con fideiussione. Spiega la Federcalcio sul suo sito: «In aggiunta alle altre preclusioni, non saranno ammesse al ripescaggio le Società ripescate nelle 5 stagioni sportive precedenti». Il dettaglio completo sarà pubblicato in apposito Comunicato Ufficiale.
«Sono provvedimenti drastici – ha commentato il presidente Tavecchio in conferenza stampa - ma su questo argomento non si transige più».
Ma il Pisa è ripescabile? Ad oggi, no. È quella specifica «In aggiunta alle altre preclusioni» che rende il Pisa non ripescabile se il comunicato ufficiale non ridurrà quelle preclusioni. Fra esse ci sono infatti quelle introdotte il 7 giugno 2016, che non consentono il ripescaggio in presenza di penalizzazioni per stipendi e contributi non pagati.
In pratica (Comunicato ufficiale n. 428/A del 2016) ci sono sei categorie di squadre che non possono essere ripescate in prima battuta, ma se non c’è nessuno “eleggibile”, quattro di queste tornano in corsa.
Il Pisa purtroppo si trova in una delle altre due, la situazione descritta nel punto D5 del comunicato: «Le società che hanno scontato» nelle ultime tre stagioni «sanzioni per il mancato pagamento, nei termini prescritti, degli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo» o di ritenute Irpef, contributi Inps o Fondo Fine Carriera saranno computate per la redazione della classifica finale «ma saranno in ogni caso escluse dal ripescaggio».
L’unica eventuale speranza è che prima della fine della stagione vengano sanzionate per illecito (ad esempio per partite “combinate”) altre società, con la loro conseguente retrocessione agli ultimi posti. Ma i tempi tecnici, salvo miracoli, non ci sarebbero comunque. (a.sc.)
«Sono provvedimenti drastici – ha commentato il presidente Tavecchio in conferenza stampa - ma su questo argomento non si transige più».
Ma il Pisa è ripescabile? Ad oggi, no. È quella specifica «In aggiunta alle altre preclusioni» che rende il Pisa non ripescabile se il comunicato ufficiale non ridurrà quelle preclusioni. Fra esse ci sono infatti quelle introdotte il 7 giugno 2016, che non consentono il ripescaggio in presenza di penalizzazioni per stipendi e contributi non pagati.
In pratica (Comunicato ufficiale n. 428/A del 2016) ci sono sei categorie di squadre che non possono essere ripescate in prima battuta, ma se non c’è nessuno “eleggibile”, quattro di queste tornano in corsa.
Il Pisa purtroppo si trova in una delle altre due, la situazione descritta nel punto D5 del comunicato: «Le società che hanno scontato» nelle ultime tre stagioni «sanzioni per il mancato pagamento, nei termini prescritti, degli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo» o di ritenute Irpef, contributi Inps o Fondo Fine Carriera saranno computate per la redazione della classifica finale «ma saranno in ogni caso escluse dal ripescaggio».
L’unica eventuale speranza è che prima della fine della stagione vengano sanzionate per illecito (ad esempio per partite “combinate”) altre società, con la loro conseguente retrocessione agli ultimi posti. Ma i tempi tecnici, salvo miracoli, non ci sarebbero comunque. (a.sc.)
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