Il Tirreno

Pisa

Pisa, Corrado rilancia: 30 milioni per l’Arena. L'allenatore? Esaminati 25 profili

di Antonio Scuglia
Pisa, Corrado rilancia: 30 milioni per l’Arena. L'allenatore? Esaminati 25 profili

Il presidente nerazurro: «Vogliamo tornare in B, i nostri progetti non rallentano» 

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Trenta milioni per l’Arena, uno screening per 25 allenatori, la voglia assoluta di ripartire subito per lasciarsi alle spalle la retrocessione e riconquistare la B. Giuseppe Corrado ci conferma tutti i propositi battaglieri di un club che non intende ridurre la portata del suo progetto.

Presidente, dopo la caduta in Lega Pro quali sono i vostri programmi?

«Sono gli stessi di gennaio, non deroghiamo a nessuna parte del nostro progetto per Pisa e questo nonostante la retrocessione. Normalmente 9 società su 10 con la retrocessione avrebbero riveduto i loro programmi, noi crediamo nel progetto. Purtroppo la retrocessione è un incidente di percorso costoso, ma il nostro progetto resta e prevede investimenti per una trentina di milioni di euro per il rifacimento di uno stadio che non solo non si arresta ma non rallenta neanche».

C’è già una data per iniziare i colloqui necessari?

«Il 30 avremo un incontro con il Comune. Credo che il progetto che noi abbiamo presentato e le ipotesi di lavoro abbiano colpito favorevolmente il Comune anche per gli aspetti della viabilità e così via. È un progetto importante per una città e un’attività sportiva importanti, lo stadio è fondamentale».

L’allenatore per la prossima stagione è già deciso? Radiomercato dà una rosa di 4 candidati...

«Vuole la realtà dei fatti? Non c’è una rosa così ristretta. Noi abbiamo fatto cose che secondo me andrebbero sempre fatte e operiamo secondo crismi di modernità e professionalità. L’altro giorno sentivo in tv il nuovo direttore della Roma Monchi che diceva che loro per scegliere un giocatore scansionano 50 profili con tutti i dettagli, è quello che noi abbiamo fatto sin da gennaio con il settore giovanile, l’unica area sulla quale siamo intervenuti subito. Per il resto facciamo quello che dovrebbe fare una società qualificata, abbiamo scansionato circa 25 tecnici sui quali abbiamo valutato positività, negatività, capacità tecnica, tipo di gioco, carisma, capacità di tenere il gruppo, leadership… e su questi 25 ne abbiamo incontrati un buon 50%, almeno quelli che uscivano con le valutazioni più alte. Abbiamo ancora molte soluzioni aperte. L’altro giorno leggevo che due allenatori, di cui non voglio fare il nome, dicevano che loro hanno rifiutato Pisa e la società dirotterà su atri. Le dico che casualmente quei due allenatori erano nei 25 esaminati, ma per alcune particolarità non li abbiamo neanche convocati per un colloquio. Verosimilmente loro sanno benissimo che noi stiamo andando su altri fronti e la maniera migliore per farsi pubblicità è dire che sei stato chiamato ma hai rifiutato. Nessuno dei 15-16 che abbiamo sentito ha mai che il Pisa non interessava, anzi molti altri si sono fatti vivi con noi. Pisa è attrattiva anche in serie C».

Possiamo dire che ad oggi Auteri e Grassadonia sono davanti a tutti ?

«Sono due profili importanti e interessanti, però ci sono anche altri prospetti la cui stagione prosegue e devono raggiungere obiettivi importanti nei prossimi 10 giorni e quindi difficilmente prima di allora riusciremo a risolvere la cosa, questa è la verità. Ma noi siamo molto fiduciosi e crediamo che il nostro metodo di lavoro dia tranquillità a tutti anche perché non è tanto importante sapere il nome di chi sostituirà l’allenatore uscente ma sapere che la società sta lavorando per trovare il profilo più adatto a costruire la prospettiva del nostro progetto. Che è un progetto di vittoria, di rinascita, di recupero della categoria, di un profilo di divisione anche superiore. Dobbiamo tenere conto anche di queste cose perché a volte ci sono soluzioni che sono a breve termine per risolvere un problema immediato per poi riproporsi con altri problemi, e ci sono altre soluzioni che invece son prospetticamente più durature».

Non si pente degli investimenti fatti?

«No, abbiamo mantenuto tutto il programma anche se in serie C tutto viene a costare di più per via dei minori introiti in termini di contributi e alcuni sponsor. Noi non modifichiamo niente e procediamo sulla stessa linea di visione e di condotta che abbiamo previsto, facendo la scommessa di rimanere meno possibile in una categoria che secondo me non è la categoria di una squadra come il Pisa. Non lo diciamo noi: ce lo dicono i presidenti delle società di B, ce lo dice il direttore generale della Lega B che ieri mi ha telefonato per dirmi che l’uscita del Pisa dalla B è stata un danno enorme per il movimento e loro considerano il progetto “calcio Pisa” uno dei più importanti negli ultimi anni: la credibilità che ci siamo guadagnati in questi mesi è importante e Pisa ha confermato di essere unica. Non è passato inosservato che altrove c’era una violenta contestazione per la retrocessione, a Pisa c’era un tifo degno delle migliori squadre inglesi che hanno sempre dimostrato grande sportività e grande attaccamento ai propri colori indipendentemente dal risultato. Forse in questi mesi abbiamo esportato un valore di Pisa importante, questo è l’unico traguardo significativo. Abbiamo perso sul campo la categoria ma abbiamo conquistato gli onori della cronaca per merito dei tifosi, per merito di una piazza che vive di calcio da tanto tempo, che ha passato traversie ma si è sempre saputa rilanciare e forse un po’ di merito c’è anche per noi che abbiamo creduto in un progetto difficile».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera