Il presidio
Filippeschi “apre” alla nuova Arena
Il sindaco: ben venga il progetto della società se migliora la situazione per gli abitanti del quartiere
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PISA. Ieri sera il pubblico ha riempito nuovamente gli spalti dell’Arena Garibaldi. Ma cosa riserva il futuro per la casa storica del Pisa? Il sindaco Marco Filippeschi parla dei lavori necessari: «Le verifiche stanno andando avanti ed è uno dei pochi progetti con questa dimensione. C’è una novità che merita di essere approfondita: a Bergamo c’è stata la cessione dello stadio seguito da un progetto di ristrutturazione. Si capisce come sia difficile mantenere un impianto così antico e pieno di problemi. Abbiamo difficoltà a giustificare investimenti soprattutto con i numerosi tagli che abbiamo. Non si era mai pensata una ristrutturazione del vecchio stadio perché nel piano regolatore c’è uno stadio nuovo a Ospedaletto, inserito quando c’era un piano immobiliare decisamente diverso».
Secondo il sindaco, «non è facile pensare ad una operazione immobiliare di compensazione. Non valutare la proposta della società sarebbe ipocrita. La condizione posta è quella di un miglioramento delle condizioni per andare incontro alle richieste dei cittadini. Abbiamo degli spazi che possono consentire di migliorare la situazione della mobilità».
Continua Filippeschi: «Se il progetto fosse di addossamento delle curve darebbe spazi e respiro nel rapporto col quartiere. Secondo me l’intuizione di Corrado di utilizzare gli spazi che si possono ricavare nell’Arena per attività legate allo sport mi sembra valida: potremmo avere spazi dove si rappresenta il meglio del calcio come abbigliamento sportivo, tecnica e così via in modo da allargare l’offerta turistica. Ci può essere la possibilità di approfittare della legge sugli stadi, vediamo i prossimi passi».
Legata ovviamente alla questione stadio c’è la necessità dei lavori in curva Nord: «La possibilità di fare come ad Ascoli è difficile da valutare. Nel dialogo con i tecnici della società si sono valutate delle situazioni di intervento tecnologiche che potrebbero essere una possibilità meno onerosa per il Comune. L’intervento va fatto perché non so dire che tempi possa avere un progetto più complessivo. Dobbiamo rispondere alla tifoseria e anche alle verifiche che via via si fanno. Avevamo un pensiero rivolto alla prospettiva della serie A e vogliamo mantenerlo. Non vogliamo far trovare la città impreparata qualora si riprendesse questo progetto vincente. Con la retrocessione forse abbiamo più tempo e meno oneri di risposta».
Alcune novità potrebbero interessare anche la curva Sud: «È stata fatta un’ipotesi di prendere uno spicchio, non so se ancora attuale, ma c’erano problemi della questura per telecamere e quant’altro. Il Comune da qui a qualche settimana dovrà definire alcuni punti per avere certezze in vista del prossimo anno».
I prossimi passi però necessitano della sottoscrizione della convenzione: «Una convenzione-ponte ci vuole comunque. Abbiamo aspettato che la società esaminasse la situazione, ma ora dobbiamo metterci in regola. In caso di un intervento radicale saremmo disponibili ad una convenzione lunga con le garanzie che sono date al Comune perché si possano rispettare gli impegni presi. Degli ultimi incontri tra i tecnici non ho avuto un report».
Tornando alla tifoseria, è importante anche mantenere alta l’attenzione sulla questione Daspo di Pisa-Brescia, ancora grave e insoluta per la quale si aspetta una risposta all’interpellanza parlamentare: «Il gesto fatto sulla scorta delle tante firme che mi hanno portato è molto impegnativo perché chiama in causa la responsabilità delle forze dell’ordine e non so dire quando ci sarà una risposta, ma sono curioso di sapere quale sarà. Con l’assessore Serfogli fui testimone di quella vicenda ed effettivamente dei limiti nell’impostazione dei servizi ci furono. Pensavo ci fosse una mano pesante su uno scontro che non era premeditato né voluto».
Due parole sulla società; «Resta l’amaro in bocca per la retrocessione ma di positivo c’è che ora la società è solida, dando segnali di impegno. Gli errori fatti non tolgono niente alla realtà, anche se ripartire dalla Lega Pro è una grande fatica. Sono contento che fino all’ultimo i tifosi rimangano vicini alla squadra. Quello che abbiamo seminato si raccoglie, se non sul piano sportivo, almeno su quello della promozione».
Lorenzo Vannozzi
Secondo il sindaco, «non è facile pensare ad una operazione immobiliare di compensazione. Non valutare la proposta della società sarebbe ipocrita. La condizione posta è quella di un miglioramento delle condizioni per andare incontro alle richieste dei cittadini. Abbiamo degli spazi che possono consentire di migliorare la situazione della mobilità».
Continua Filippeschi: «Se il progetto fosse di addossamento delle curve darebbe spazi e respiro nel rapporto col quartiere. Secondo me l’intuizione di Corrado di utilizzare gli spazi che si possono ricavare nell’Arena per attività legate allo sport mi sembra valida: potremmo avere spazi dove si rappresenta il meglio del calcio come abbigliamento sportivo, tecnica e così via in modo da allargare l’offerta turistica. Ci può essere la possibilità di approfittare della legge sugli stadi, vediamo i prossimi passi».
Legata ovviamente alla questione stadio c’è la necessità dei lavori in curva Nord: «La possibilità di fare come ad Ascoli è difficile da valutare. Nel dialogo con i tecnici della società si sono valutate delle situazioni di intervento tecnologiche che potrebbero essere una possibilità meno onerosa per il Comune. L’intervento va fatto perché non so dire che tempi possa avere un progetto più complessivo. Dobbiamo rispondere alla tifoseria e anche alle verifiche che via via si fanno. Avevamo un pensiero rivolto alla prospettiva della serie A e vogliamo mantenerlo. Non vogliamo far trovare la città impreparata qualora si riprendesse questo progetto vincente. Con la retrocessione forse abbiamo più tempo e meno oneri di risposta».
Alcune novità potrebbero interessare anche la curva Sud: «È stata fatta un’ipotesi di prendere uno spicchio, non so se ancora attuale, ma c’erano problemi della questura per telecamere e quant’altro. Il Comune da qui a qualche settimana dovrà definire alcuni punti per avere certezze in vista del prossimo anno».
I prossimi passi però necessitano della sottoscrizione della convenzione: «Una convenzione-ponte ci vuole comunque. Abbiamo aspettato che la società esaminasse la situazione, ma ora dobbiamo metterci in regola. In caso di un intervento radicale saremmo disponibili ad una convenzione lunga con le garanzie che sono date al Comune perché si possano rispettare gli impegni presi. Degli ultimi incontri tra i tecnici non ho avuto un report».
Tornando alla tifoseria, è importante anche mantenere alta l’attenzione sulla questione Daspo di Pisa-Brescia, ancora grave e insoluta per la quale si aspetta una risposta all’interpellanza parlamentare: «Il gesto fatto sulla scorta delle tante firme che mi hanno portato è molto impegnativo perché chiama in causa la responsabilità delle forze dell’ordine e non so dire quando ci sarà una risposta, ma sono curioso di sapere quale sarà. Con l’assessore Serfogli fui testimone di quella vicenda ed effettivamente dei limiti nell’impostazione dei servizi ci furono. Pensavo ci fosse una mano pesante su uno scontro che non era premeditato né voluto».
Due parole sulla società; «Resta l’amaro in bocca per la retrocessione ma di positivo c’è che ora la società è solida, dando segnali di impegno. Gli errori fatti non tolgono niente alla realtà, anche se ripartire dalla Lega Pro è una grande fatica. Sono contento che fino all’ultimo i tifosi rimangano vicini alla squadra. Quello che abbiamo seminato si raccoglie, se non sul piano sportivo, almeno su quello della promozione».
Lorenzo Vannozzi
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