Il presidio
Il Pisa è pronto a voltare pagina
di Antonio Scuglia
Una rosa tutta nuova? Solo in 15 restano sotto contratto, e alcuni di loro potrebbero partire
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PISA. Inizia il conto alla rovescia per salutare una stagione che è stata certamente intensa, ma che alla fine lascia l’amaro in bocca per una retrocessione evitabile. Per l’ennesima volta, a La Spezia, i nerazzurri hanno dimostrato che non ci sarebbe voluto molto - nonostante le obiettive carenze della rosa in attacco - per restare attaccati sino in fondo al treno salvezza. In pratica sarebbe bastato non alzare bandiera bianca dopo il ko di Vicenza: dopotutto gli stipendi arrivavano puntuali e non si viveva in un clima da assedio. Forse sarebbe bastato che invece di Granoche al Picco, il rigore al 93’ lo avesse sbagliato il vicentino Urso al Menti il 12 marzo, e oggi parleremmo di un’altra storia: purtroppo non avremo mai la controprova. Oltretutto quella vittoria non servì ai biancorossi che ora non solo sono a un passo dalla retrocessione diretta (per andare ai playout dovrebbero rimontare 3 punti e 9 gol al Trapani negli ultimi 90’) ma, temono i tifosi vicentini, rischiano addirittura il fallimento così come il Latina.
Quello che è certo è che ora il Pisa deve pensare a ripartire. Oggi pomeriggio riprendono gli allenamenti, giovedì alle 20.30 si giocherà l’ultima di campionato Pisa-Benevento e poi per noi sarà già la stagione 2017-18.
La rosa di quest’anno ovviamente sarà rivoluzionata: dei trentatré giocatori che sono scesi in campo almeno una volta in questo campionato (anzi 32: Polverini non ha mai giocato; e Favale è stato schierato campo solo per 17’ in Pisa-Spezia), ben 15 sono stati già ceduti (Fautario, Montella, Mudingay) o vanno in scadenza il 30 giugno. Di questi, sette torneranno alle rispettive case madri: Ujkani, Golubovic, Landre, Del Fabro, Tabanelli, Gatto e Manaj. E agli altri (Avogadri, Crescenzi, Milanovic, Lazzari, Cani) difficilmente sarà proposto il rinnovo, per motivi tecnici di budget. Fa eccezione il portiere Daniele Cardelli che questa proposta se l’è guadagnata sul campo.
Tornano dal prestito, ovvero Sanseverino ed Eusepi, altri13 sono già in rosa. Alcuni di loro hanno mercato: con tutti la società parlerà per capire con quale spirito resterebbero in Lega Pro; e chi porterà, oltre ai mugugni del procuratore, anche soldi freschi per trasferirsi altrove, se abbiamo interpretato bene le parola della proprietà, riceverà un “arrivederci e in bocca al lupo” pieno di affetto. Va da sé che la scelta dell’allenatore (Vivarini, Auteri o Padalino) in tempi brevissimi, da parte della società, ha anche la funzione di decidere per tempo quali invece fra loro saranno incedibili per valore tecnico e affidabilità, saranno ritenuti in grado di ripetere, a distanza di due anni, la fantastica stagione che ci portò in serie B il 12 giugno scorso.
Non vincemmo il campionato, dite? Già, lo vinse la Spal. Che ora giocherà in serie A.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quello che è certo è che ora il Pisa deve pensare a ripartire. Oggi pomeriggio riprendono gli allenamenti, giovedì alle 20.30 si giocherà l’ultima di campionato Pisa-Benevento e poi per noi sarà già la stagione 2017-18.
La rosa di quest’anno ovviamente sarà rivoluzionata: dei trentatré giocatori che sono scesi in campo almeno una volta in questo campionato (anzi 32: Polverini non ha mai giocato; e Favale è stato schierato campo solo per 17’ in Pisa-Spezia), ben 15 sono stati già ceduti (Fautario, Montella, Mudingay) o vanno in scadenza il 30 giugno. Di questi, sette torneranno alle rispettive case madri: Ujkani, Golubovic, Landre, Del Fabro, Tabanelli, Gatto e Manaj. E agli altri (Avogadri, Crescenzi, Milanovic, Lazzari, Cani) difficilmente sarà proposto il rinnovo, per motivi tecnici di budget. Fa eccezione il portiere Daniele Cardelli che questa proposta se l’è guadagnata sul campo.
Tornano dal prestito, ovvero Sanseverino ed Eusepi, altri13 sono già in rosa. Alcuni di loro hanno mercato: con tutti la società parlerà per capire con quale spirito resterebbero in Lega Pro; e chi porterà, oltre ai mugugni del procuratore, anche soldi freschi per trasferirsi altrove, se abbiamo interpretato bene le parola della proprietà, riceverà un “arrivederci e in bocca al lupo” pieno di affetto. Va da sé che la scelta dell’allenatore (Vivarini, Auteri o Padalino) in tempi brevissimi, da parte della società, ha anche la funzione di decidere per tempo quali invece fra loro saranno incedibili per valore tecnico e affidabilità, saranno ritenuti in grado di ripetere, a distanza di due anni, la fantastica stagione che ci portò in serie B il 12 giugno scorso.
Non vincemmo il campionato, dite? Già, lo vinse la Spal. Che ora giocherà in serie A.
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