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Con la rivale Vicenza destini paralleli in due finali choc
PISA. Sprofondare sotto il profilo mentale dopo aver perso negli ultimissimi minuti una partita che sembrava già vinta. Quanto era capitato al Pisa nella famigerata trasferta sul campo del Vicenza...
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PISA. Sprofondare sotto il profilo mentale dopo aver perso negli ultimissimi minuti una partita che sembrava già vinta. Quanto era capitato al Pisa nella famigerata trasferta sul campo del Vicenza si è ripetuto stavolta ai danni della compagine veneta nel match di Verona, solo con un punteggio diverso (3-2, non 2-1). Il doppio schiaffone che ha piegato le gambe ai nerazzurri ha mandato a tappeto anche l’ex Lanerossi, puntualmente sconfitta in casa nel successivo scontro diretto con la Ternana. Il Pisa almeno riuscì a limitare i danni pareggiando con il Latina e aveva ancora 11 partite per rimediare, il Vicenza ha solo due turni per recuperare due punti al team umbro, con la classifica avulsa attualmente in parità.
DRAMMI IN FOTOCOPIA. Sei i punti dilapidati nel giro di una settimana dal team di Vincenzo Torrente, che aveva rivitalizzato il Vicenza (con un pareggio a Benevento e una vittoria sul Novara) subito dopo essere subentrato, qualche settimana fa, a Pierpaolo Bisoli. «Abbiamo pagato Verona, fisicamente e mentalmente – ha ammesso Torrente nel dopo partita di sabato scorso. – Ci sono diversi giocatori non al meglio, da quando sono arrivato stringono i denti e alcuni cambi sono obbligati». Più o meno i concetti espressi spesso da Gattuso. Lampanti le difficoltà del Vicenza, che ha lasciato il fantasista ternano Faletti completamente libero di firmare il definitivo 0-1.
STESSI MINUTI FATALI. I nerazzurri allo stadio Menti erano passati in vantaggio al 64’ ed erano rimasti davanti nel punteggio fino all’86’, mentre il sogno biancorosso si è aperto al 59’ (sul 2-1 in rimonta) e si è protratto nel derby di Verona fino all’88’, prima dell’uno-due letale della formazione scaligera.
GIACOMELLI COME MANAJ. Anche il Vicenza a Verona ha avuto la possibilità di chiudere la partita in contropiede. Manaj allo stadio Menti la sprecò facendosi recuperare da Adejo, mentre Giacomelli al Bentegodi ha peccato di egoismo, ignorando Signori, completamente libero in area di rigore.
Massimo Berutto
DRAMMI IN FOTOCOPIA. Sei i punti dilapidati nel giro di una settimana dal team di Vincenzo Torrente, che aveva rivitalizzato il Vicenza (con un pareggio a Benevento e una vittoria sul Novara) subito dopo essere subentrato, qualche settimana fa, a Pierpaolo Bisoli. «Abbiamo pagato Verona, fisicamente e mentalmente – ha ammesso Torrente nel dopo partita di sabato scorso. – Ci sono diversi giocatori non al meglio, da quando sono arrivato stringono i denti e alcuni cambi sono obbligati». Più o meno i concetti espressi spesso da Gattuso. Lampanti le difficoltà del Vicenza, che ha lasciato il fantasista ternano Faletti completamente libero di firmare il definitivo 0-1.
STESSI MINUTI FATALI. I nerazzurri allo stadio Menti erano passati in vantaggio al 64’ ed erano rimasti davanti nel punteggio fino all’86’, mentre il sogno biancorosso si è aperto al 59’ (sul 2-1 in rimonta) e si è protratto nel derby di Verona fino all’88’, prima dell’uno-due letale della formazione scaligera.
GIACOMELLI COME MANAJ. Anche il Vicenza a Verona ha avuto la possibilità di chiudere la partita in contropiede. Manaj allo stadio Menti la sprecò facendosi recuperare da Adejo, mentre Giacomelli al Bentegodi ha peccato di egoismo, ignorando Signori, completamente libero in area di rigore.
Massimo Berutto
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