Italia
La favola del Pisa è finita, addio serie B
di Antonio Scuglia
Con la cocente sconfitta casalinga (1-4) contro il Cittadella per i ragazzi di mister Gattuso la retrocessione è matematica
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PISA. Strano destino, quello dell’arbitro barese Nasca in Toscana. Nell’ultima partita del campionato scorso fu designato per la partita Livorno-Lanciano all’Ardenza: il Livorno doveva vincere per evitare la retrocessione diretta e andare ai playout ma non ci riuscì. Nasca portò male ai locali, anche perché commise un grave errore trasformando una simulazione in area di un attaccante del Lanciano in un rigore con espulsione del portiere.
Ieri Nasca è tornato dopo un anno in Toscana e si è ritrovato ad arbitrare il Pisa all’Arena, una ventina di chilometri più a nord, col Pisa messo nella stessa condizione degli amaranto un anno prima: vittoria o retrocessione immediata (per quanto nel primo caso la qualificazione ai playout sarebbe rimasta nell’aritmetica: 2 possibilità su 729 combinazioni possibili nelle ultime 2 giornate).
Alla fine l’esito è stato lo stesso di Livorno, con la squadra locale retrocessa. Anche se stavolta senza responsabilità dell’arbitro: il Pisa ha rimontato il primo vantaggio ospite, ha sfiorato anche il vantaggio ma nel finale di gara si è dissolto prendendo 3 gol nell’ultimo quarto d’ora. Vista la cabala, comunque, i tifosi nerazzurri più cattivi sperano ora che l’arbitro barese sia promosso in A e l’anno prossimo diriga l’ultima in casa della Fiorentina.
ARRIGHINI GOL SENZA GIOIA. Il Pisa parte a spron battuto ma alla prima occasione è in svantaggio. Succede all’11’, in un’azione che sarebbe anche viziata da un fallo a centrocampo su Mannini: Salvi dall’out destro appoggia a Strizzolo che sbaglia il controllo, ma sulla palla si avventa Arrighini e riesce a girarsi su Del Fabro e incrocia il destro superando Cardelli. Niente esultanza per lui, che alza quasi a chiedere scusa.
Il Pisa accusa il colpo e ci mette un po’ a reagire, poi nell’ultimo quarto d’ora cinge d’assedio l’area avversaria.
Al 39’ Verna raccoglie quasi in area piccola un cross di Lazzari dalla sinistra, il suo destro batte Alfonso ma fra lui e la porta è appostato Valzania che da terra riesce a deviare. Proteste pisane al 44’: a crossare dalla sinistra stavolta è Varela, a centro area Masucci allunga la traiettoria di testa verso il secondo palo dove Verna insacca da due passi. Per l’arbitro è gol, lo stadio esplode di gioia ma il guardalinee Formato segnala la posizione di fuorigioco del centrocampista nerazzurro.
LA RIPRESA. Nella ripresa il Pisa prova subito ad attaccare. Al 14’ esce Mannini per Manaj con timidi applausi e qualche fischio. Passa un minuto e il Pisa pareggia: Masucci parte in contropiede solitario, chiude una verticalizzazione con Varela e batte Alfonso con un destro nell’angolino. L’Arena è una bolgia, i nerazzurri credono nell’impresa e al 20’Alfonso esce sui piedi di Manaj ma respinge corto su Varela che però calcia alto.
È un bel momento per i nerazzurri che spingono anche con Golubovic a destra che pennella un gran cross per Manaj che al volo si coordina bene di destro e sfiora la traversa. Il Pisa però si distrae sul più bello e il Cittadella torna in vantaggio al 31’: Lisuzzo perde palla davanti all’area di rigore, ne approfitta Chiaretti che serve il giovane Vido, appena entrato in campo, che di sinistro batte Cardelli. Per lui è il primo gol in serie B .
Il Pisa a questo punto si scioglie e al 39’ il Cittadella fa tris ancora con Vido servito da un bel lancio di Iori. Allo scadere Pascali salva sulla linea su un pallonetto di Manaj. L’ultimo applauso va a Cardelli che alza in angolo un bel tiro di Schenetti destinato all’incrocio. Poi arriva anche il quarto gol di Scaglia su corner di Paolucci appena prima del fischio finale. Nonostante il ko e la retrocessione però il pubblico tributa un applauso finale a Gattuso e ai suoi uomini.
CORTE D’APPELLO. Si è saputo ieri sera che domani la Corte d’appello federale discuterà il ricorso del Pisa contro la penalizzazione (4 punti in tutto) per i mancati pagamenti della gestione Petroni; il club nerazzurro potrebbe riavere indietro un punto, quello della cosiddetta recidiva per i contributi non pagati entro il 16 dicembre, poiché la sanzione, punitiva di fatto verso i nuovi proprietari, non sarebbe congrua: Corrado infatti saldò immediatamente tutto il pregresso non appena acquistò il club appena prima di Natale. Purtroppo non basterà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ieri Nasca è tornato dopo un anno in Toscana e si è ritrovato ad arbitrare il Pisa all’Arena, una ventina di chilometri più a nord, col Pisa messo nella stessa condizione degli amaranto un anno prima: vittoria o retrocessione immediata (per quanto nel primo caso la qualificazione ai playout sarebbe rimasta nell’aritmetica: 2 possibilità su 729 combinazioni possibili nelle ultime 2 giornate).
Alla fine l’esito è stato lo stesso di Livorno, con la squadra locale retrocessa. Anche se stavolta senza responsabilità dell’arbitro: il Pisa ha rimontato il primo vantaggio ospite, ha sfiorato anche il vantaggio ma nel finale di gara si è dissolto prendendo 3 gol nell’ultimo quarto d’ora. Vista la cabala, comunque, i tifosi nerazzurri più cattivi sperano ora che l’arbitro barese sia promosso in A e l’anno prossimo diriga l’ultima in casa della Fiorentina.
ARRIGHINI GOL SENZA GIOIA. Il Pisa parte a spron battuto ma alla prima occasione è in svantaggio. Succede all’11’, in un’azione che sarebbe anche viziata da un fallo a centrocampo su Mannini: Salvi dall’out destro appoggia a Strizzolo che sbaglia il controllo, ma sulla palla si avventa Arrighini e riesce a girarsi su Del Fabro e incrocia il destro superando Cardelli. Niente esultanza per lui, che alza quasi a chiedere scusa.
Il Pisa accusa il colpo e ci mette un po’ a reagire, poi nell’ultimo quarto d’ora cinge d’assedio l’area avversaria.
Al 39’ Verna raccoglie quasi in area piccola un cross di Lazzari dalla sinistra, il suo destro batte Alfonso ma fra lui e la porta è appostato Valzania che da terra riesce a deviare. Proteste pisane al 44’: a crossare dalla sinistra stavolta è Varela, a centro area Masucci allunga la traiettoria di testa verso il secondo palo dove Verna insacca da due passi. Per l’arbitro è gol, lo stadio esplode di gioia ma il guardalinee Formato segnala la posizione di fuorigioco del centrocampista nerazzurro.
LA RIPRESA. Nella ripresa il Pisa prova subito ad attaccare. Al 14’ esce Mannini per Manaj con timidi applausi e qualche fischio. Passa un minuto e il Pisa pareggia: Masucci parte in contropiede solitario, chiude una verticalizzazione con Varela e batte Alfonso con un destro nell’angolino. L’Arena è una bolgia, i nerazzurri credono nell’impresa e al 20’Alfonso esce sui piedi di Manaj ma respinge corto su Varela che però calcia alto.
È un bel momento per i nerazzurri che spingono anche con Golubovic a destra che pennella un gran cross per Manaj che al volo si coordina bene di destro e sfiora la traversa. Il Pisa però si distrae sul più bello e il Cittadella torna in vantaggio al 31’: Lisuzzo perde palla davanti all’area di rigore, ne approfitta Chiaretti che serve il giovane Vido, appena entrato in campo, che di sinistro batte Cardelli. Per lui è il primo gol in serie B .
Il Pisa a questo punto si scioglie e al 39’ il Cittadella fa tris ancora con Vido servito da un bel lancio di Iori. Allo scadere Pascali salva sulla linea su un pallonetto di Manaj. L’ultimo applauso va a Cardelli che alza in angolo un bel tiro di Schenetti destinato all’incrocio. Poi arriva anche il quarto gol di Scaglia su corner di Paolucci appena prima del fischio finale. Nonostante il ko e la retrocessione però il pubblico tributa un applauso finale a Gattuso e ai suoi uomini.
CORTE D’APPELLO. Si è saputo ieri sera che domani la Corte d’appello federale discuterà il ricorso del Pisa contro la penalizzazione (4 punti in tutto) per i mancati pagamenti della gestione Petroni; il club nerazzurro potrebbe riavere indietro un punto, quello della cosiddetta recidiva per i contributi non pagati entro il 16 dicembre, poiché la sanzione, punitiva di fatto verso i nuovi proprietari, non sarebbe congrua: Corrado infatti saldò immediatamente tutto il pregresso non appena acquistò il club appena prima di Natale. Purtroppo non basterà.
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