Mai chiuso in 108 anni un campionato all’ultimo posto solitario
PISA. Mai il Pisa in 108 anni di storia ha chiuso un campionato all’ultimo posto solitario. I nerazzurri, dopo aver occupato la scomoda posizione per un giorno, in seguito alla sconfitta con la...
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PISA. Mai il Pisa in 108 anni di storia ha chiuso un campionato all’ultimo posto solitario. I nerazzurri, dopo aver occupato la scomoda posizione per un giorno, in seguito alla sconfitta con la Salernitana e prima del secondo punto di penalizzazione inflitto al Latina, sono tornati ad essere i fanalini di coda.
Ulteriori penalizzazioni a carico dei pontini non salveranno l’onore rossocrociato. Senza decurtazioni, c’è solo una lunghezza di vantaggio sul Latina, che ha prevalso sorprendentemente a Chiavari dimostrando di voler chiudere al meglio il campionato. Mai nella sua storia il Pisa sul campo ha raccolto meno di tutte le altre contendenti. Le uniche eccezioni nei primissimi anni di vita del calcio sotto la Torre pendente. Non possiamo considerare campionati i pionieristici gironi toscani di Terza Categoria a tre squadre che il Pisa Football Club chiuse a 0 punti nel 1910 e nel 1911, avendo perso a tavolino quasi tutte le gare.
Nella stagione 1912-13, la prima con la denominazione Pisa Sporting Club, il team nerazzurro si classificò ultimo in un raggruppamento regionale a quattro formazioni e non da solo, bensì affiancando il Firenze Football Club, antenato della Fiorentina.
Mai fanalini di coda. Nel 1925-26 il Pisa scese dalla massima serie tenendo comunque dietro di sé il Legnano. Nel 1932-33 in Prima Divisione (la futura serie C) i nerazzurri si classificarono penultimi davanti alla Belloni Massa (comunque non erano previste retrocessioni). Anche nel 1955-56 non mancarono gli alibi (un incidente stradale mise fuori causa alcuni dei giocatori più rappresentativi), eppure il Pisa, pur retrocedendo dalla IV Serie in Promozione, riuscì staccare, sebbene di appena un punto, Massese e Poggibonsi. Stesso misero e platonico vantaggio sull’Atalanta, in occasione della retrocessione dalla A del 1969.
Addirittura 10 invece quelli di divario nella “guerra tra poveri” con il Catania in A nel 1984. Onore salvo anche nel 1989, quando il Pisa non si fece superare dal Como, che chiuse sotto di una lunghezza.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ulteriori penalizzazioni a carico dei pontini non salveranno l’onore rossocrociato. Senza decurtazioni, c’è solo una lunghezza di vantaggio sul Latina, che ha prevalso sorprendentemente a Chiavari dimostrando di voler chiudere al meglio il campionato. Mai nella sua storia il Pisa sul campo ha raccolto meno di tutte le altre contendenti. Le uniche eccezioni nei primissimi anni di vita del calcio sotto la Torre pendente. Non possiamo considerare campionati i pionieristici gironi toscani di Terza Categoria a tre squadre che il Pisa Football Club chiuse a 0 punti nel 1910 e nel 1911, avendo perso a tavolino quasi tutte le gare.
Nella stagione 1912-13, la prima con la denominazione Pisa Sporting Club, il team nerazzurro si classificò ultimo in un raggruppamento regionale a quattro formazioni e non da solo, bensì affiancando il Firenze Football Club, antenato della Fiorentina.
Mai fanalini di coda. Nel 1925-26 il Pisa scese dalla massima serie tenendo comunque dietro di sé il Legnano. Nel 1932-33 in Prima Divisione (la futura serie C) i nerazzurri si classificarono penultimi davanti alla Belloni Massa (comunque non erano previste retrocessioni). Anche nel 1955-56 non mancarono gli alibi (un incidente stradale mise fuori causa alcuni dei giocatori più rappresentativi), eppure il Pisa, pur retrocedendo dalla IV Serie in Promozione, riuscì staccare, sebbene di appena un punto, Massese e Poggibonsi. Stesso misero e platonico vantaggio sull’Atalanta, in occasione della retrocessione dalla A del 1969.
Addirittura 10 invece quelli di divario nella “guerra tra poveri” con il Catania in A nel 1984. Onore salvo anche nel 1989, quando il Pisa non si fece superare dal Como, che chiuse sotto di una lunghezza.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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