Di Prete: Pisa, ti salvi se cominci a segnare
Fu lui a firmare l’ultima vittoria casalinga sulla Salernitana
PISA. Molti ricordano che Claudio Di Prete, con una doppietta a Salerno, fece scoppiare in lacrime un portiere diciottenne di nome Walter Zenga, che abbandonò i pali dopo meno di un quarto d'ora. Non dimentichiamo che il bomber pisano realizzò un gol anche al ritorno, nella stagione 1978-79, firmando l'ultimo successo interno dei nerazzurri con la compagine granata.
Di Prete, ricorda la sua rete in quel Pisa-Salernitana 1-0?
«In porta non c'era Zenga, ma Favaro, che aveva giocato con me nella Fiorentina. Fu un successo importante per noi nella corsa alla promozione in B. C'era tanta gente allo stadio, molta più di oggi. Ancora adesso non riesco a capire come si riuscisse a far entrare così tante persone. Le norme erano diverse. Ricordo un passaggio sbagliato di un centrocampista della Salernitana. Io me ne accorsi e volai in contropiede, superai il portiere e appoggiai in rete davanti alla curva Sud.
Da quel 6 maggio 1979 il Pisa non ha più battuto la Salernitana all'Arena, anche perché sono state solo due le successive occasioni di incontro...
«Fu casuale anche quella partita, perché fummo collocati nel girone B della C1. Ricordo che pure allora incontrammo il Latina».
E i due gol a Zenga al vecchio stadio Vestuti di Salerno? Furono papere del futuro "Uomo Ragno"?
«Ricordo che uno fu un diagonale non irresistibile: Zenga fu tradito da un rimbalzo su un campo gibboso. L'altro invece fu un tiro dal limite: calciai a giro e lui rimase fermo, forse perché si aspettava una conclusione di forza. Riuscii a prenderlo sul tempo e rimase bloccato sulle gambe. Secondo me non fu una papera».
Veniamo al presente: cosa si aspetta dalla sfida di oggi pomeriggio?
«Le partite del Pisa sono difficili da decifrare. Mi auguro che si cominci a vincere, perché ci mancano i 4 punti di penalizzazione e le partite da giocare sono solo 10».
Qualcuno paragona la situazione attuale alla sofferta salvezza da neopromossi in B nel 1979-80, di cui lei fu protagonista.
«Quella era una grandissima squadra. Se non ci fossero stati i troppi cambi di allenatore, forse avremmo potuto vincere il campionato. Avevamo giocatori come Chierico, Cantarutti, Federico Rossi, Vianello, Contratto, Bergamaschi... Forse eravamo in troppi. Secondo me fu fatta confusione. Non condivisi molto la gestione di quella stagione: Anconetani, con le proprie ragioni, voleva far giocare alcuni ragazzi provenienti da grandi club. Si crearono alcuni dualismi che fecero male alla squadra. L'unico vero allenatore di quella stagione fu Carpanesi, mentre gli altri subirono le pressioni della società».
Quindi nessuna somiglianza con la condizione attuale?
«Non credo. Anche noi rischiammo di retrocedere, ma non ci trovammo mai così in basso in classifica».
Da ex bomber come giudica i problemi dell'attacco rossocrociato?
«Vedo i giocatori del Pisa muoversi poco senza palla. Il rientro di Tabanelli potrebbe migliorare il raccordo fra i reparti e aumentare gli inserimenti. È un giocatore intelligente, mentre mi sembra che gli altri facciano soprattutto il compitino. Se non ti muovi senza palla, non puoi mettere in difficoltà gli avversari».
Fra gli attaccanti su chi punterebbe?
«Mi auguro che si torni al modo di giocare degli ultimi due mesi della scorsa stagione. Mannini deve correre meno e solo dalla metà campo in avanti. Spero che Varela ritrovi i suoi spunti. In casa non disprezzerei Cani come riferimento offensivo».
Da pisano come vede la lotta per la salvezza?
«Prima della gara di Vicenza e di quella in casa con il Latina credevo che la squadra potesse salire in classifica. Domenica scorsa il Pisa ha pareggiato a Verona, ma molte rivali hanno vinto, come la Ternana e il Trapani, che ha iniziato a correre. Ogni settimana aspettiamo che il Pisa risolva i suoi problemi realizzativi. Speriamo che questo momento arrivi».
Massimo Berutto
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