Il presidio
La squadra in campo all’ora di pranzo «Decidono le Tv»
Ancora una volta i nerazzurri giocheranno alle 12.30 Il mister: «Facciamocene una ragione, i loro soldi servono»
PISA. Spesso riunendosi a pranzo si trovano soluzioni ai problemi più complicati e si dipanano matasse che sembravano inestricabili, riuscendo a dare una sospirata svolta attesa da tempo. Ancora una volta il Pisa affronterà alle 12.30 una partita fondamentale, in cui sarà chiamato a dare una risposta alle recenti avversità. Prima di Natale e mezzora dopo il mezzogiorno gli uomini di Gattuso salutarono l'avvento della nuova proprietà bloccando sullo 0-0 lo Spezia.
La volontà e la determinazione di Birindelli, Lazzari, Fautario, Mudingayi e Favale (gettati nella mischia nonostante le precarie condizioni fisiche, l'inesperienza o le poche presenze all'attivo) immobilizzarono una delle formazioni più quotate del campionato. Una vigorosa reazione alla lunga lista di assenti e all’estenuante trattativa fra Corrado e Petroni, arrivata ad una conclusione positiva non senza strascichi, nella consapevolezza che i ritardi dei pagamenti di stipendi e contributi previdenziali, presto o tardi, avrebbero portato non solo uno, ma ben 4 punti di penalizzazione, per di più dopo la sconfitta sul campo a Cittadella, preceduta da due 0-0. Il caso vuole che il Pisa torni a giocare alle 12.30 proprio adesso che il -4 è diventato ufficiale e in una nuova fase avara di punti, come quella di fine 2016, che era stata cancellata da un promettente inizio di anno solare. Occhio però che i pasti possono anche risultare indigesti: alle 12.30 del 13 novembre i nerazzurri diedero inizio alla peggiore gara del loro campionato, conclusa con il punteggio più pesante, un 2-0 senza appello allo stadio Manuzzi di Cesena. Non sempre però il Pisa è affondato nel minestrone o nella salsa: nel gennaio 2015 i nerazzurri, allora guidati da Piero Braglia, ebbero la meglio all'Arena Garibaldi sul Santarcangelo grazie ad una rete di Marco Frediani.
Ma giocare alle 12.30 è ammissibile o no? «È un po' strano - ammette Rino Gattuzo - perché devi programmare la settimana in modo diverso anche dal punto di vista dell'alimentazione, ma vale per tutti e ormai non è più una novità. Dico anche che comandano le Tv e da una parte è un bene perché se non ci fossero loro a mettere un po' di soldi il sistema calcio sarebbe ancora più in crisi». Nei giorni scorsi, dopo aver vinto ad Empoli, l’allenatore del Napoli Sarri è stato durissimo: «Non capisco perché ci facciano giocare così spesso a mezzogiorno e mezzo. Mi fa schifo giocare a quest'ora e lo dico, a differenza di altri». «A Cagliari forse l'orario ha disturbato più loro - dice ancora Sarri - le 12,30 di fine anno non è la stessa cosa di marzo o aprile, la differenza è enorme, in una giornata diversa ci si ritrova a giocare in un forno. Dimentichiamo che ci sono squadre che vengono da mesi in cui hanno giocato a basse temperature».
Massimo Berutto
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