Il presidio
Pisa, un punto per i capelli
Pareggio in mischia all’ultimo secondo di gara, il Novara protesta a lungo
NOVARA. È il 94’, quarto e ultimo minuto di recupero di una partita che il Pisa ha giocato molto al di sotto delle aspettative, e che vede il Novara in vantaggio dal 18’ della ripresa benché da tre minuti i piemontesi giochino con un uomo in meno per l’espulsione (esagerata) di Calderoni.
Il Pisa aveva traccheggiato per tutto il primo tempo, e anche dopo aver subìto il gol aveva fatto poco, almeno sino all’88’. Nel finale però, più col cuore che con la testa, il Pisa si è gettato all’assalto. Prima Perlata aveva impegnato serveramente Da Costa con un bel sinistro a giro, poi Manaj aveva tentato una girata al volo alzando la mira. E ancora Peralta, al 93’, aveva tirato quasi a botta sicura ma Chiosa lo aveva murato con il ginocchio deviando in angolo.
Il numero 20 nerazzurro, cioè il solito Peralta, si porta quindi sulla bandierina, lato sinistro dell’attacco del Pisa. In area arriva anche il portiere Ujkani, fra i fischi (un po’ di scherno, un po’ di paura) del pubblico novarese. L’arbitro ha già guardato il cronometro: dopo il corner fischierà la fine. Arriva lo spiovente, sul primo palo: una spizzata fa arrivare la palla verso Landre che incorna cercando di infilarla nell’angolo vicino. Da Costa si tuffa e respinge, ma proprio dove c’è Ujkani che la schiaccia nello stesso angolino, il portiere avversario la smanaccia sul palo dove irrompono Masucci e Gatto, la toccano tutti e due e l’ultima deviazione è un graffio di Gatto: prima o dopo che la palla avesse varcato la linea? Importa solo per l’ufficialità, ma è l’1-1 contestato dai piemontesi che chiedevano inutilmente il fuorigioco.
Quel che conta, per noi, è che l’orgoglio e la grinta hanno regalato un punto ormai insperato, un clamoroso pari a fil di sirena.
Il gol dei locali era arrivato mezz’ora prima: un precisissimo destro di controbalzo di Casarini dal limite, su sponda di testa di Galabinov, non lasciava scampo a Ujkani. E solo allora il Pisa iniziava ad attaccare, anche se poco prima i locali erano rimasti in dieci per una discussa espulsione di Calderoni (fallo da ultimo uomo su Angiulli che stava intercettando un corto retropassaggio, bastava un “giallo”).
Ancora prima, il Novara aveva avuto forse ragione di lamentarsi per un episodio dubbio in area pisana: trattenuta di Landre su Galabinov, l’arbitro non fischiava perché probabilmente vedeva l’attaccante bulgaro lasciarsi andare con troppa facilità.
Il primo tempo era stato invece alla camomilla, perché il Novara non sfondava e il Pisa non si scopriva mai: l’unica emozione arrivava al 43’ quando Del Fabro regalava un clamoroso pallone al centravanti avversario Galabinov, sino allora latitante, che caricava il destro e dai 20 metri, da posizione centrale, spara un rasoterra nell’angolino alla destra di Ujkani, per fortuna bravo a distendersi in tuffo sventando in angolo.
Ma in fase propositiva, il Pisa era stato praticamente assente. L’unica occasione l’aveva costruita poco dopo la mezz’ora quando, dopo una punizione sparacchiata da Sansone fra le le mani di Ujkani, il rilancio del portiere innescava Gatto che si involava in contropiede superando Chiosa in dribbling secco, ma poi invece di servire Manaj solo in area insisteva nell’azione personale finendo in un imbuto.
Il Novara, schierato in campo con il 3-4-3 (rispetto al solito 3-5-2) ha fatto esordire dal 1’ l’ex Manchester United Macheda, in attacco insieme a Galabinov e Sansone, dovendo però ripiegare (sostituendo due attaccanti su tre e arretrando il baricentro) negli ultimi 15’ di gara, quando già da un po’ era sotto di un uomo; il Pisa si è schierato inizialmente col 4-3-1-2 e la sorpresa del tridente Cani-Manaj-Gatto (con quest’ultimo dietro i due albanesi), lasciando inizialmente in panchina l’ultimo acquisto Masucci, entrato poi nella ripresa. Molti gli assenti: gli infortunati Lisuzzo, Varela, Lazzari, Tabanelli e Mannini, quest’ultimo al centro di una vicenda un po’ intricata riguardante i rapporti con la società e il rinnovo.
Ma non sono state le assenze a determinare una brutta partita: il Pisa è stato quasi sempre molto contratto. Diciamo che il sintetico del Piola non lo ha aiutato. E che il grande cuore mezzo in campo ha portato un punto d’oro.
Antonio Scuglia
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