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Il Centro Coordinamento festeggia il Pisa

Il Centro Coordinamento festeggia il Pisa

Duecento persone alla cena sociale con Corrado, Rino Gattuso e il sindaco

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PISA. Oltre duecento tifosi hanno partecipato martedì sera alla cena del Centro Coordinamento Pisa Club al ristorante "Da Rino" sulla Via Aurelia. Come ogni anno la cena organizzata da Liana Bandini ha visto la presenza della dirigenza, quest'anno rappresentata dal presidente Giuseppe Corrado, super applaudito al suo arrivo e di mister Rino Gattuso accompagnato dalla moglie Monica, oltre che del primo cittadino Marco Filippeschi e di Stefano Nesi, patron di Ngm. Al tavolo degli ospiti c'era anche l'avvocato Piero Baffa.

La serata e' stata accompagnata da cori e incitamenti alla squadra, a Rino Gattuso e a Corrado. Il presidente Nicola Barsotti e Liana Bandini si sono detti entusiasti della serata: «Per noi dopo quello che abbiamo passato questa rappresenta la cena della liberazione. Siamo rimasti molto soddisfatti della presenza del presidente Corrado e di mister Gattuso». Bellissimi i dolci offerti da Lilli In sulle Piagge e Silvia B Cake Art.

Alla serata erano presenti anche il Club Femminile, il Club Torre Pendente, il Mago di Perignano, Il Pisa Club Casciana Terme e Dragonfly.

«Per me - ha detto Corrado - quello di questa sera è un momento emozionate forse più di quando abbiamo chiuso l'accordo. Non credevo che potesse ancora esistere gente come voi, che mi ha spinto a fare questa operazione e mi ha dato affetto anche due-tre settimane prima che diventassi presidente. Sia io che mio figlio Giovanni siamo stati coinvolti emotivamente. Rino Gattuso è un personaggio eccezionale, lavora di giorno, lavora di notte; è persona eccezionale ha fatto il psicologo, il fratello, il papà, il sociologo, il motivatore, è stato tutto, questo è l'uomo che dovete ringraziare. Senza di lui non ci sarebbe stato questo Pisa, senza di lui probabilmente non saremmo qui».

Parola dunque al mister nerazzurro, visibilmente emozionato: «Devo ringraziare il presidente, Marco Filippeschi, la città; siete stati fondamentali così come i giocatori e i dipendenti, che si sono fatti il mazzo per 700-800 euro al mese. Ringrazio la famiglia Corrado, perché tuttora non mi pare vero quello che sta accendendo. C'è finalmente un’organizzazione e stanno arrivando giocatori. Giocare in questa città è un qualcosa di incredibile, oggi la mia priorità è rimanere qua. Voglio ringraziare anche a mia moglie Monica, che mi sopporta, perché quando penso a lavoro sono un animale raro, mi rinchiudo a San Piero a Grado e sto là, con i magazzinieri che mi guardano storto perché non li mando a casa».

Antonio Tognoli

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