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Chi sale di categoria porta bene...
Pescare dalla serie inferiore? Petrachi lo fece con Ceravolo, Raimondi e Ciotola
PISA. Rinforzarsi nel mercato di gennaio pescando in categoria inferiore è tutt'altro che un controsenso, se si tratta di calciatori che possono offrire talento e minuti nelle gambe, oltre che l'entusiasmo di chi sale la scala del calcio. Pochi ma significativi precedenti dimostrano come giovani di valore, paragonabili a Roberto Zammarini, hanno già lasciato un segno nella storia del Pisa arrivando a metà stagione, soprattutto in serie B o nella corsa per raggiungere il campionato cadetto. Il caso più celebre e più lampante è quello di Fabio Ceravolo, che esplose a Pisa dopo aver vissuto i primi 6 mesi del 2006-07 (per la verità abbastanza opachi) nella Pro Vasto in C2. Sondare i tornei minori era una specialità di Gianluca Petrachi, che nell'estate 2006 non aveva esitato ad ingaggiare Raimondi (Gallipoli) e Ciotola (Giugliano), destinati a diventare uno il capitano del Pisa in serie B e l'altro l'uomo-copertina della promozione ottenuta 10 anni fa. Nel mercato del gennaio 2008 l'attuale diesse del Torino (che a luglio aveva dato fiducia a Eros Pisano e ad Alessandro Carrozza) inserì altre due pedine scovate ai piani più bassi: il pisano Federico Viviani (ex Lanciano) e il brasiliano Denilson Gabionetta (che giocava in quarta serie nel Varese). Il primo divenne una colonna della retroguardia (e poi segnò un gol vittoria contro il Livorno), il secondo lanciò lampi di un talento che nulla aveva a che vedere con la C2, compensando almeno in parte la pesante assenza di Cerci. Resero di più rispetto a Luisi o Mezavilla, che invece erano stati prelevati dalla B.
Massimo Berutto
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