Il presidio
Il ragno Cragno strozza l’urlo del Pisa
Il giovane portiere del Benevento nega il pari agli ospiti. Decide una rete di Cissé. Clamorosa la palla-gol capitata a Mannini
BENEVENTO. Benevento-Pisa è la perfetta sintesi del girone d’andata dei nerazzurri: tanto cuore, tanta sfortuna, una prestazione generosa con un secondo tempo da applausi, ma zero incisività in attacco. E così il Pisa torna a casa con un’amara sconfitta, frutto di un errore del suo portiere (peraltro quasi sempre il migliore nelle occasioni precedenti) e di un miracolo di quello avversario, non a caso nazionale Under 21. Speriamo che sia stato l’ultimo atto di un periodo buio da tutti i punti di vista, che in extremis ha almeno visto risolversi il problema più grosso, quello societario.
Al gelo del “Vigorito” (meno di 4 gradi la temperatura a inizio gara, alle 20.30) il Benevento si presentava in formazione iperoffensiva, come da previsioni, ma non senza qualche variazione nell’assetto iniziale con Pajac, Ceravolo e Cissé in attacco, e la coppia Melara-Venuti sulle fasce); 4-3-3 il modulo del Pisa, con Peralta e Mannini a sostegno di Eusepi e una lunga serie di assenze per infortunio.
Inizio ad alto ritmo del Pisa, gara subito aperta ma rischiatutto in area nerazzurra al 10’: cross di Melara da sinistra, in piena area sul secondo palo Longhi cercava di rinviare ma serviva involontariamente l’attaccante guineano Cissé che per fortuna da ottima posizione (quasi dal dischetto) sparava alto, sorpreso da tanta manna.
La sfortuna però è in agguato. Prima si annuncia con un brutto scontro fuori dell’area pisana al 23’, quando Cissé entra in ritardo su Del Fabro e da terra gli procura un brutto taglio sotto il mento (il difensore, sanguinante, tornerà in campo dopo 2’ ampiamente incerottato). E poi colpisce duro al 31’ quando Ujkani, forse al suo primo errore in campionato, respinge corto e male un cross di Venuti dalla destra mettendo la palla praticamente in bocca al solito Cissé, che deve limitarsi solo a metterla dentro di testa.
L’occasionissima per il pareggio arriva al 45’: Eusepi, che poco prima non era arrivato per un soffio su un bel cross di Mannini, restituisce il favore al capitano con una torre di testa in piena area che lo mette in condizione di battere a colpo sicuro. Ma Mannini purtroppo spara altissimo di destro prima di mettersi, disperato, le mani nei capelli.
Almeno è un buon finale di tempo, quello del Pisa, che anche nella ripresa si presenta molto aggressivo e dopo un tiro centrale di Ceravolo per i locali, in dieci minuti arrivava per 6 volte al tiro, pericoloso soprattutto con una doppia conclusione di Peralta (in grande crescita) al 9’: Cragno si salva respingendo in tuffo entrambe le volte. Il Pisa intanto ha cambiato Verna (stremato) con Lazzari, Baroni si copre (4-3-3) con Del Pinto al posto di Melara, poi con Falco per Pajac.
Bisogna insistere, bisogna spingere: Gattuso getta nella mischia Gatto al posto di Sanseverino e infine, al 28’, Cani al posto di Eusepi. E l’albanese potrebbe pareggiare al primo pallone toccato: colpo di testa a botta sicura su cross di Longhi da sinistra, a fil di palo, e Cragno tuffandosi sulla propria sinistra salva con una prodezza da Champions’ League!
Le gambe si fanno legnose, le squadre si allungano. Al 43’ il Benevento rompe l’assedio e Ceravolo arriva al tiro dal limite: la conclusione è ottima, ma Ujkani gli dice di no e consente ai nerazzurri di provare l’assalto finale. E così in pieno recupero c’è l’ultima chance, con un bellissimo pallone filtrante in area, sul quale però il “liscio” di Gatto inganna anche Mannini che non aggancia davanti al portiere.
La sconfitta è amara ma non è un fulmine a ciel sereno. Il pronostico dei bookmaker era abbastanza “chiuso” da giorni, con la vittoria dei sanniti quotata più o meno 1,80 volte la posta e il blitz nerazzurro da 5 a 5,50. A imporre questo ostracismo per le speranze pisane erano ovviamente i numeri pregressi.
Il Benevento non perdeva in casa dal 23 novembre 2014. Poi 39 gare utili consecutive: 27 vittorie sannite e 12 pareggi. E dall’altra parte il Pisa si presentava con uno score esterno di 6 pareggi, 0 vittorie e 4 sconfitte, con 2 soli gol all’attivo lontano dalle mura amiche. I nerazzurri erano a secco da 372 minuti in assoluto, e fuori casa addirittura 478’. I numeri sono chiari quanto spietati: in attacco serviranno delle grosse novità, per raggiungere una salvezza che il Pisa moralmente merita già.
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