Il presidio
Pisa e quel messaggio ai tifosi di Giovanni Corrado: "Manca poco, un cincinino"
Davanti al notaio il giovane Corrado è stato decisivo: per due volte ha trattenuto il padre che stava per andarsene
PISA. Il Pisa cambia di mano, e non fallisce. Il trasferimento delle quote al gruppo Magico-Viris-Unigasket è arrivato ieri sera, alla fine dell'ennesima giornata da cardiotonico, meno di cinque giorni prima del baratro.
Senza un cambio di società infatti martedì 27 il sindaco revisore Antonio Moretti, constatati il passivo del bilancio approvato nei giorni scorsi (1,8 milioni al 30 giugno scorso), l’impossibilità di ricapitalizzare subito per la cifra corrispondente, e i mancati pagamenti degli ultimi giorni (1,4 milioni per stipendi e contributi, che costeranno al Pisa 4 punti di penalizzazione e non sono sanabili per la classifica perché il termine del 16 dicembre era perentorio) avrebbe dovuto portare i libri in tribunale, e sarebbe iniziata la procedura per la dichiarazione di fallimento.
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E ora il Pisa riparte: i tre acquirenti sono ufficialmente Giovanni Corrado per Magico Srl, Raffaella Viscardi per Viris Spa e Vittorio Calissi, che sarà il vicepresidente, per Unigasket Spa. Il presidente designato è Giuseppe Corrado, imprenditore di Casale Monferrato da tempo trasferitosi a Parma e padre di Giovanni. Il costo dell’operazione supera sicuramente i 5 milioni, probabilmente superando i 6. Ieri era il gran giorno ormai fissato, con la riunioni davanti alla commissione della Direzione territoriale del lavoro (direttore la dottoressa Michela Tarabella, con lei la dirigente dottoressa Irma Maglione, il rappresentante sindacale Raimondo Feliciano della Cgil Pisa). In due uffici ai lati opposti del corridoio al primo piano della Dtl i protagonisti: il Nucleo carabinieri (comandante Luca Ara) ospitava i giocatori Lisuzzo, Cani, Montella e il team manager Daniele Freggia; l’ufficio opposto, a una ventina di metri di distanza, la commissione che discuteva le trattative per le rescissioni di Lucchesi, Tambone e Di Pasquale tramite i loro legali; Tomei, Taverniti e Tomassetti presenti di persona.
VIDEO I retroscena dal notaio
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Il primo incontro ufficiale tra i giovani Corrado e Petroni ha quindi portato subito un effetto positivo anche se il viavai era continuo (Giovanni Corrado ha percorso il corridoio innumerevoli volte, da solo o con l’avvocato Federico Menichini) e le voci di firme imminenti e rischi di strappi si susseguivano. Per tutta la mattinata - in realtà dalle 11 alle 15.30 - si diceva che Lucchesi non volesse rescindere il suo contratto, mentre il diretto interessato, a Milano con Andrea Abodi, diceva il contrario spiegando che era Carrara Holding ad alzare il tiro.
VIDEO Le prime parole da presidente di Corrado
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La prima svolta è arrivata poco prima delle 16 quando Giovanni Corrado rilasciava, finalmente sorridente, una breve intervista a 50 Canale «Vado a Milano e vediamo di dare la buona notizia» Erano infatti state risolte tutte le posizioni in sospeso, compresa quella di Lucchesi. «Si chiude, si chiude. Dopo 4 mesi finalmente si può sorridere».
La riunione dal notaio Angelo Giordano, in piazza della Repubblica a Milano, è però iniziata molto più tardi: Giuseppe Corrado, Fabrizio Lucchesi e Andrea Abodi c’erano già, lo stesso Giovanni è arrivato abbastanza presto ma Lorenzo Petroni e Vincenzo Taverniti sono arrivati solo poco prima delle 20.30. Ad aspettarli, anche un gruppo di tifosi pisani con bandiera cittadina.
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E la sofferenza non era finita. Arrivavano presto voci di una lite in corso fra le due parti. Una lite furibonda, davanti a un esterrefatto notaio e a un Abodi sempre più arrabbiato. Lite che si è protratta a lungo, in toni davvero molto accesi. Con Lucchesi lì accanto, e gli altri a Pisa, preoccupatissimi perché ormai avevano firmato le rescissioni.
E Giuseppe Corrado alla fine ha ammesso: «Per due o tre volte mistavo mettendo il cappotto per andare via, mi ha trattenuto mio figlio Giovanni». E ai venditori è stato dato un ultimatum: o si firma o si rompe la trattativa. Poco dopo uno dei tifosi presenti fuori dal palazzo in cui ha sede lo studio del notaio riferiva però che Giovanni Corrado lanciava un messaggio di speranza: «Manca poco, un cincinino» diceva ai presenti. E di lì a poco ecco l’annuncio: il Pisa può ripartire con una nuova società. Il sindaco Filippeschi è stato il primo a festeggiare, la famiglia Corrado al completo sarà domani all’Arena per vedere Pisa-Spezia. Finalmente felici. Ma quanta preoccupazione prima della grande gioia.
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