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Trattativa nella notte la risposta slitta ancora

Trattativa nella notte la risposta slitta ancora

Pisa, la cessione è l’ultima possibilità per evitare il fallimento

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PISA. La serata per molti tifosi del Pisa è passata inutilmente e all’una di notte ancora non c’era una risposta: Magico Srl insieme ai soci Viris Spa e Unigasket Spa attendeva ancora una risposta definitiva dalla famiglia Petroni rispetto alla sua proposta irrevocabile di acquisto inviata la sera prima alle 22, con un tempo di ventiquattr’ore concesso per l’accettazione.

La trattativa infatti è andata avanti a oltranza e proseguiva al momento in cui siamo andati in stampa: secondo il presidente di Lega B Abodi l’accordo era vicino e c’era solo un punto, non economico, di divergenza. Poco prima di mezzanotte avevamo avuto la conferma: «Stiamo discutendo al telefono, da ore», segno che si lavorava con grande determinazione da parte dei Corrado per ricucire l’evidente rottura causata in giornata dalla mancata accettazione della loro ultima offerta, e clausola dopo clausola si cercava di arrivare al “sì” che tutta la città sta aspettando.

La giornata è stata vissuta con grande ansia da tutta Pisa. Dopo la proposta dei Corrado di domenica sera non è filtrato niente in tutta la giornata, a parte la conferma fin dal mattino da parte di Abodi che per attendere una risposta si doveva andare per le lunghe.

Alle ore 20 nel “Diario nerazzurro” di 50 Canale il giornalista Ivan Zazzaroni, direttore della versione digitale del Corriere dello Sport, si proclamava ottimista: «Resto fiducioso. Corrado però erediterà da Petroni un Pisa con 4 punti di penalizzazione dopo che venerdì scorso non sono stati pagati gli stipendi. Inoltre, c'è una situazione difficile di classifica e dal punto di vista degli infortunati. Corrado però potrà agire sul mercato con parte di quei soldi risparmiati rispetto alla prima offerta presentata ai Petroni. Con quella cifra potrà pagare anche il premio salvezza a Gattuso e alla squadra. Mi sembra giusto così».

Zazzaroni sostiene che la scelta dei Petroni di rifiutare la precedente offerta (8,5 milioni più bonus sempre secondo il giornalista bolognese) è stata incomprensibile: «Stavolta Corrado ha fatto un'offerta sicuramente al ribasso. Già pagando i debiti e la quota per i dipendenti non graditi toglie comunque un peso importante ai Petroni, La novità è che stavolta sono stati i Petroni a chiamare i Corrado».

La tensione fra la tifoseria è salita ora dopo ora, in attesa di notizie che non arrivavano. Anche perché l’alternativa al cambio di proprietà è il baratro, come è stato sottolineato già nei giorni scorsi da Abodi: i debiti sono ingenti, stipendi e contributi non sono stati pagati, fin da oggi i calciatori, assistiti dai legali dell’Aic, farebbero partire le raccomandate per avviare le pratiche di svincolo e quindi a gennaio potrebbero andare tutti via azzerando di fatto il valore del club.

Tutt’altra prospettiva sarebbe quella in caso di accettazione della proposta dei Corrado, perché una nuova società porterebbe sia entusiasmo nella piazza (intenzionatissima altrimenti a non far giocare Pisa-Spezia se la società non viene venduta) sia nuova linfa anche per il mercato di gennaio, dato che la squadra deve essere rafforzata per salvarsi.

L’ultima offerta dei Corrado naturalmente è stata molto meno favorevole ai venditori rispetto alle precedenti, dato che da venerdì scorso (quando sarebbe dovuta avvenire la firma della cessione) il Pisa ha visto maturare la penalizzazione di 4 punti in classifica e aumentare i propri debiti verso i tesserati e l’erario a causa del mancato pagamento di stipendi e contributi.

A questo punto però alla famiglia Petroni converrebbe comunque vendere, perché così facendo si libererebbe dell’ingente massa debitoria ed eviterebbe un fallimento rovinoso da tutti i punti di vista.

La città naturalmente resta col fiato sospeso, in attesa di sapere l’esito della trattativa.

Antonio Scuglia

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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