Il Tirreno

Pisa

BASTA RINVII: O ARRIVA IL SÌ O IL FALLIMENTO

di ANTONIO SCUGLIA

di ANTONIO SCUGLIA Oggi la famiglia Petroni riceverà l’ultima offerta del gruppo Magico-Viris-Unigasket, ed entro domani dovrà dare la sua risposta definitiva: ossia dire se vende oppure no. Lorenzo...

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di ANTONIO SCUGLIA

Oggi la famiglia Petroni riceverà l’ultima offerta del gruppo Magico-Viris-Unigasket, ed entro domani dovrà dare la sua risposta definitiva: ossia dire se vende oppure no.

Lorenzo Petroni scriveva venerdì a Corrado: «In primo luogo siamo dispiaciuti per l'insuccesso della trattativa della quale ci assumiamo le responsabilità; dovevamo essere più tempestivi nell'operatività, più rapidi nelle risposte e più chiari nelle nostre richieste. In considerazione dei molteplici appelli della Lega B, delle autorità cittadine e, soprattutto, delle attese dei tifosi, le proponiamo di acquistare l’Ac Pisa con la sottoscrizione da parte nostra del contratto in base alle indicazioni da lei fornite. Per l’acconto che ha rappresentato il punto di rottura, sarà lei a proporre una cifra da versare alla Carrara Holding lasciando l’eventuale residuo subordinato al raggiungimento della salvezza nel campionato di serie B. Vogliamo assumerci le nostre responsabilità e, a nome di Carrara Holding, le confermo formalmente la disponibilità immediata e irrevocabile a cedere la società Ac Pisa 1909 secondo le condizioni sopra descritte in modo definitivo e nell'interesse di tutti».

In base a questa lettera, i Corrado hanno accettato di fare una nuove offerta. Ma questa lettera non ha preceduto o accompagnato il versamento da parte della proprietà dei soldi (1,4 milioni) per pagare stipendi e contributi, compresi quelli arretrati. Quindi il Pisa sarà penalizzato di 4 punti e rischia di veder scappare via gratis i giocatori migliori. E anche un bambino capirebbe che l’offerta dei Corrado sarà sensibilmente inferiore a quella precedente.

La domanda quindi è: i Petroni l’accetteranno, come intende ogni persona di buona volontà, o si trincereranno dietro la scusa che le condizioni accettate erano quelle dell’offerta precedente? Da questa risposta dipende il futuro del calcio a Pisa ma anche del Pisa come azienda dei Petroni. Perché il revisore dei conti Antonio Moretti nei prossimi giorni, se non c’è la vendita, dovrà portare (è un dovere che gli impone il codice civile, non una scelta) i libri del club in tribunale, avendo verificato che oltre al passivo di bilancio già dichiarato (quello di 1,8 milioni al 30 giugno scorso) c’è un vorticoso aumento della massa debitoria verso i dipendenti, il fisco e i fornitori. Il Pisa insomma si avvierebbe verso il fallimento, e non solo il suo valore per i Petroni diventerebbe zero, ma gli attuali proprietari dovrebbero spiegare al magistrato (e non più ai giornalisti, alle istituzioni e ai tifosi), la loro gestione che ha portato a una situazione disastrosa. Tutto questo fa pensare che se i Corrado, come è certo, si offriranno di liberare i Petroni dai debiti, la risposta sarà positiva. Ma pensare non basta: dobbiamo sapere. Entro 24 ore dall’offerta.

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