Il presidio
I blocchi a San Rossore e la schiarita di Corrado
Dopo due ore i tifosi danno il via libera al pullman per Cittadella
PISA. La schiarita e la partenza. Alle 16.40, dopo un lungo negoziato tra i tifosi e Rino Gattuso sul pullman della squadra, arriva la notizia di un comunicato di Giuseppe Corrado. Il manager accetta di formulare l'ultima e irrevocabile proposta d'acquisto entro domenica sera ai Petroni. Centinaia di tifosi avevano bloccato per due ore l'uscita di via Delle Lenze a San Rossore, in modo decisamente tranquillo, dove la polizia stava scortando la squadra. Solo dopo il comunicato di Magico è arrivato il via libera per andare a Cittadella.
Alcuni rappresentanti dei gruppi della nord hanno parlato a tutti i tifosi, alcuni assiepati su un terrapieno e altri schierati davanti alle forze dell'ordine, condividendo la decisione di far partire la squadra. Ovviamente nessuno intende abbassare la guardia e se la cessione non andrà a buon fine l'ultima carta sarà giocata il 24 dicembre contro lo Spezia all'Arena Garibaldi. Dunque, altri giorni di passione, passati con il fiato sospeso e con la voglia di chiudere con il passato. Dopo quanto emerso nella tarda serata di mercoledì con Corrado che aveva fatto un passo indietro di fronte alle richieste dei Petroni, la città è stata invasa da striscioni contro Petroni e la proprietà. Nella giornata di giovedì poi c'è stata un'assemblea fiume dove i gruppi della nord hanno dato appuntamento a tutti all'Arena Garibaldi, e in un secondo momento da Poldino a San Rossore dove la squadra si è ritrovata per pranzare assieme.
L'obiettivo era quello di impedire la partenza per il Veneto, anche se nessuno vuole assolutamente danneggiare la squadra, ma contestare una proprietà che proprio ieri non ha pagato stipendi e contributi a dipendenti e calciatori.
Come sempre accaduto in questi mesi tutta la tifoseria si compatta al fianco della curva Nord. Alle 13.30 davanti ai cancelli di via delle Cascine a San Rossore si crea già una grande fila di auto parcheggiate. Tutti quanti in cerca di notizie sui telefonini o di rassicurazioni dai cronisti presenti sul posto. Si parla di trattativa riaperta, come anticipato dal Tirreno ieri mattina. Una notizia che alimenta le speranze dei più ottimisti. On line c'è una lettera di Lorenzo Petroni che spiazza un po' tutti. Nessuno si fida delle sue scuse e della reale intenzione di vendere a Corrado. Visti i precedenti, dubbi comprensibili. Intanto Gattuso e la squadra finiscono il pranzo da Poldino. Ringhio esce scuro in volto, preoccupato per l'evolversi della trattativa ed esasperato da una situazione che va avanti da mesi. Gattuso capisce la rabbia dei tifosi ma sa che nel calcio ci sono degli obblighi.
La squadra non viene fatta uscire dall'ingresso principale in via delle Cascine ma da quello secondario di Via delle Lenze, passando proprio davanti a Le Giraffe, teatro degli incontri estivi tra Dana e Petroni e dell'iniziativa del 12 ottobre quando il presidente della Lega B Andrea Abodi riceve il mandato a vendere dai Petroni. La voce si sparge tra i tifosi. C'è chi fa un po' di escursioni nel parco e chi prende la propria auto per raggiungere il pullman bloccato. Il tutto si svolge in tranquillità. I tifosi vogliono parlare direttamente con Gattuso per sapere realmente come stanno le cose. La polizia tiene la situazione sotto controllo ma nessuno si scompone. Tutti vogliono uscire dall'incubo. C'è chi spera in una svolta reale ma c'è anche chi vorrebbe la “prova televisiva” di un accordo invocando dirette su Sky e Facebook.
I volti sono seri, tirati, concentrati. Nessuno vuol permettere che la città venga presa in giro un’altra volta. In molti criticano Abodi, mentre altri sono d'accordo con la protesta ma non sarebbero contrari neppure alla soluzione di un fallimento pilotato nel caso i Petroni non cedono il 100% delle quote del club.
L'annuncio che Corrado è pronto a tornare in campo sblocca la situazione. I tifosi si portano per un’ultima volta davanti al pullman e lanciano cori d'incitamento verso la squadra accendendo qualche fumogeno. Il pullman parte e i tifosi lasciano San Rossore con la consapevolezza che niente è deciso ma al tempo stesso il legame con chi indossa la maglia nerazzurra è ancora più forte.
Andrea Chiavacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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