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Fu Ferrigno a firmare l’ultimo blitz in Veneto

Fu Ferrigno a firmare l’ultimo blitz in Veneto

Era il 25 marzo 2005. Oggi l’ex giocatore nerazzurro e uomo simbolo dell’allora promozione in B è ds della Paganese. «Con quell’eurogol ci fu la svolta»

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PISA. Il Pisa non vince a Cittadella dal 25 marzo 2007. A firmare il blitz fu Fabrizio Ferrigno, uomo-simbolo di quella squadra e di quella promozione in serie B. Ferrigno adesso è il direttore sportivo della Paganese. Nel dicembre 2014 sfiorò la scrivania nerazzurra, dopo le dimissioni di Pino Vitale.

Ferrigno, cosa ricorda della vittoria di quasi 10 anni fa?

«Ricordo il mio eurogol su punizione. Arrivavamo da una sconfitta in casa con la Cremonese. Vincere a Cittadella segnò la svolta per noi».

Anche voi, come il Pisa attuale, subiste pochi gol e collezionaste molti 0-0 nel girone d'andata...

«Per vincere i campionati si deve subire pochi gol. Io non credo a chi vuol vincere in serie C dando spettacolo. Noi avevamo la nostra mentalità, quella di Braglia: badavamo al sodo. Non eravamo la squadra più forte, ma avevamo un grande gruppo. Per farci gol ci dovevano ammazzare. Anche la squadra di Gattuso è come noi: vende sempre cara la pelle. Con il suo carattere si può raggiungere qualunque obiettivo. Se il Pisa fosse stato una compagine di ominicchi con un allenatore diverso, adesso sarebbe già retrocesso».

Tornando al passato, il suo Pisa nel girone di ritorno cominciò a segnare e a subire qualche gol in più: effetto del mercato di gennaio o di un cambio di proprietà?

«Effettivamente anch'io nel girone d'andata avevo segnato solo 2 reti e ne feci 6 nel ritorno. Secondo me nella seconda parte della stagione acquisimmo sicurezza nei nostri mezzi e anche gli avversari iniziarono ad affrontarci in modo diverso. All'inizio eravamo stati una mina vagante. Non fu trascurabile l'apporto del pubblico, sempre numeroso all'Arena Garibaldi. Per me è stato un anno indimenticabile da tutti i punti di vista. Eravamo un gruppo forte».

Che idea si è fatto sulla situazione societaria del Pisa?

«Comprendo che i tifosi e anche i giornalisti non ne possano più. Non capisco le intenzioni della proprietà, se preferisce fallire o se cerca di guadagnare più possibile. Se si pattuisce una cifra, poi bisogna vendere. Della situazione del Pisa si parla in tutta Italia. Sta provocando un grave danno di immagine alla città».

Lei, da calciatore o da dirigente, si è mai trovato in condizioni simili?

«A Catanzaro ho vinto un campionato senza avere percepito un soldo per otto-nove mesi. Fummo pagati solo dopo la promozione».

Il Cittadella, in una situazione diametralmente opposta, ha capitalizzato l'entusiasmo del salto di categoria occupando le prime posizioni della graduatoria...

«Il Cittadella ha poco pubblico, ma fa le cose per bene. È una società molto organizzata. Dopo la retrocessione è immediatamente tornata in B, prendendo e facendo giocare calciatori provenienti dalla categorie inferiori».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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