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Pisa

Giovanni Longo giudice sportivo

Giovanni Longo giudice sportivo

Importante incarico alla Federcalcio provinciale per l’avvocato pisano

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PISA. La Federcalcio pisana si rinnova, con una designazione importante. Dopo la recente integrazione degli organi territoriali della giustizia sportiva, con delibera del 30 novembre 2016 l'avvocato Giovanni Longo è stato nominato giudice sportivo della delegazione provinciale Figc. Pisano, 42 anni, avvocato civilista, Longo può vantare una comprovata esperienza nel campo del diritto sportivo.

Il compito che attende il neo giudice non è certo dei più agevoli vista anche la fervida passione e l'interesse che ruotano intorno al mondo del calcio, soprattutto quello giovanile e dilettantistico in ambito locale. «Compito non certo facile quello che mi aspetta - spiega Longo - soprattutto per il ruolo che andrò a ricoprire; ringrazio innanzitutto chi ha voluto riporre fiducia in me e nelle mie competenze, e la delegazione locale che dovrà “sopportarmi”. Confido molto nella possibilità di intrattenere una fattiva collaborazione con le società del territorio pisano: certamente ognuno dovrà fare la propria parte e rispettare il proprio ruolo, uniti tutti però verso un comune interesse, ovvero quello del rispetto delle regole, affinché il gioco del calcio sia vissuto in maniera pulita e corretta».

Un invito sincero che il nuovo giudice sportivo vuole rivolgere ed estendere a tutti: atleti, dirigenti, ma soprattutto ai genitori. Ricordiamoci che nel gioco del pallone, come peraltro in tutti gli sport, la componente ludica, giocosa ed educativa dovrebbe sempre essere una costante. Quando questa parte venisse a mancare forse sarebbe l'ora di smettere.

«Lo sport - continua l'avvocato pisano - è una grande lezione, una continua e meravigliosa palestra di valori; chi non lo pensasse forse non può fregiarsi dell'appellativo di sportivo. Da parte mia ci sarà il massimo impegno nell'applicare, laddove verranno ravvisati comportamenti contrari alle norme della giustizia sportiva, le sanzioni. Ma sono ottimista: credo ancora nell'onestà dello sport, la vittoria o la sconfitta devono arrivare senza compromessi». (a.sc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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