Meteo
Piero Petri e l’ultima medaglia di Romeo
PISA. La medaglia è bella pesante, argento massiccio 925, e già questo la farebbe costare un po’di soldi. Ma il proprietario non la vende, perché il valore affettivo e quello storico per i tifosi del...
PISA. La medaglia è bella pesante, argento massiccio 925, e già questo la farebbe costare un po’di soldi. Ma il proprietario non la vende, perché il valore affettivo e quello storico per i tifosi del Pisa la rendono incedibile. “Lui” è il commendator Piero Petri, che dopo lunghe insistenze abbiamo convinto a mostrarci uno degli ultimi ricordi del Pisa vincente di Romeo Anconetani. «Mi hanno offerto molti soldi per cederla, ma non se ne parla neanche. La fece realizzare in occasione dall’ultima promozione in serie A nel 1989-90 - racconta Petri - in edizione molto limitata. Venne da me alla Servicar e mi disse: “Petri, o me ne prende qualcuna o vado in corso Italia e dico a tutti che le sue gomme sono bucate».
Costavano centomila lire l’una, erano state coniate da Pazzaglia ed erano trenta in tutto. Petri aiutò quindi il presidentissimo a piazzare tutte quelle che Romeo gli portò. Anzi, “quasi” tutte: «Erano sei, una la tenni per me. E ho chiesto ai miei figli di tenerla, dopo di me». La medaglia, con l’effigie di Romeo su un lato, riporta sull’altra la Torre e i nomi dei tecnici (Giannini e Viviani) e dei giocatori: Piovanelli, Incocciati, Lucarelli, Been e tutti gli altri.
Gli aneddoti riguardanti Romeo, che Petri ricorda, sono pressoché infiniti: fra questi la serata organizzata con un giovane Andrea Bocelli, la cui famiglia è legata da un’antica amicizia con lo stesso Petri: «Andavo a vederlo col mio amico Zucchelli da quando suonava nelle Case del Popolo. Diventato famoso, fece un bellissimo concerto in piazza dei Cavalieri: per mettere in prima fila Romeo dovetti fare spostare il viceprefetto. Ci portai Sacchi, Evani, Baresi e Galliani». (a.sc.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
