Il Tirreno

Pisa

C’è Unicredit dietro l’affare del Pisa calcio

di Mario Neri
Giuseppe Corrado
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Giuseppe Corrado

Da Viris spunta una fiduciaria posseduta dalla banca: ecco chi sono i veri partner dell’operazione di Corrado

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PISA. L’altro salì sugli spalti ad Empoli per ultimo, come fanno i conquistador, baci e abbracci a Marco Filippeschi, quel buffetto da sovrano compassionevole a Lorenzo Petroni, selfie con le tifose, interviste a ruota libera, promesse di mercato e cori dalla curva che neanche al Maracanà. Lui invece arriva per tempo, cappotto vintage a quadretti bianconeri che al Forte dei Marmi fa parecchio cool e molto Juve, foulard nerazzurro, seduti al suo fianco Andrea Madonna e il figlio Giovanni, strette di mano ma senza eccessi con il sindaco, un saluto sobrio alla curva che lo applaude ma non lo osanna.

Victor Pablo Dana si sentiva già il sultano del Pisa e in mano non aveva niente, del suo fondo Sportativa, con i magnati e gli emiri arabi, ancora non c’era traccia. Giuseppe Corrado da Casale Monferrato, 66 anni, una storia da manager per Barilla e poi per le sale cinema di Mediaset, ha blindato la sua carriera da tycoon del calcio cadetto mettendola in banca. In una grande banca. Sì perché, seppure non ci sia ancora l'ultima firma e nella Pis-agonia non si possa dare nulla per scontato, altro che Magico, il Pisa se lo vuole comprare Unicredit. Esatto, dietro il capitano d'azienda piemontese trapiantato in Emilia c'è uno dei gruppi finanziari più potenti di Italia e d'Europa.

Bisogna tornare indietro di qualche giorno per riannodare i fili che conducono fino alla banca di piazza Gae Aulenti. Sappiamo che Corrado sarà affiancato nell'avventura pisana dagli stessi partner con cui aveva provato a acquistare il Parma un anno fa. Lo stesso, infatti, è lo schema societario con cui ha formalizzato la sua proposta ai Petroni.

Oltre alla sua Magico srl, di cui sono proprietaria e amministratore i figli Matilde e Giovanni, la cordata che governerà il Pisa calcio sarà composta anche da Uni Gasket e da Viris spa. La prima è la multinazionale di Vittorio Calissi, imprenditore bergamasco delle gomme già designato come futuro vicepresidente. La seconda finora è stata presentata come una grande holding immobiliare milanese (il capitale sociale è da 3.052.000 euro) di fatto riconducibile a Enzo Ricci, ex patron delle Tre Marie, il pastificio di successo poi assorbito dalla Barilla.

Ecco, questa è una verità parziale, una mezza verità, almeno a giudicare dalla carte. A stare alle visure camerali, infatti, della Viris è presidente Antonio Trigiani, mentre ne è amministratore delegato Raffaella Viscardi, che ricopre anche il ruolo di direttore finanziario della Milaninvest RE, immobiliare con 30 milioni di euro di capitale sociale, quella sì riconducibile alla famiglia di Ricci, dato che il vecchio patron ne detiene, insieme al nipote Alessandro Ricci, il 95% delle quote. Ricci è collegato direttamente a Viris semmai in quanto questa possiede il 16,42% delle quote di Sparta Holding, società di investimenti di cui è consigliere di amministrazione.

Ma allora chi c’è alla guida di Viris? Saperlo farà la differenza. Perché se, come annunciato, Corrado riproponesse davvero per il Pisa l’assetto societario della Magico Parma Football club, la spa milanese farebbe da asso pigliatutto con il 70% delle quote, il 20% verrebbe coperto da Uni Gasket e solo il 10% dalla Magico srl, dunque dai Corrado. Il fatto è che Viris è posseduta al 100% da un unico socio, e cioè Cordusio fiduciaria per azioni. Ne sono presidente Giuseppe De Marco e ad Rodolfo Ortolani. E di fatto è una “tendina” dietro la quale si muovono alcune delle operazioni finanziarie di Unicredit spa, una fiduciaria che per piazza Gae Aulenti si occupa di gestione della ricchezza di alta gamma. Sì, proprio così, perché la banca è la proprietaria della Cordusio con il 100% delle quote e un capitale sociale da 520mila euro.

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E così, sarà stata pure quella battuta sull’«isola anti-viola» a raffreddarne gli entusiasmi, ché se a Pisa si sono ringalluzziti, a Firenze l’hanno presa maluccio e non si inizia bene un’avventura in B se ti fai per nemici i Della Valle. O sarà stato l’inverno, ché all’Arena ieri sera ci si strizzava nei cappotti dal freddo, e non come a Empoli quando Dana si presentò mezzo scamiciato.

Ma quell’aria sobria, quasi nordica, circospetta, magari non avrà scaldato i cuori come fece il manager italo svizzero, magari Corrado non twitterà dagli ombrelloni del Forte o da sotto una palma di Dubai ad ogni refolo di trattativa, non riempirà bacheche e chat di messaggi, ma prima di darsi per vincitore proverà davvero ad aver vinto, a non spacciarsi per grande occasione per poi dover uscire di scena come la grande illusione. Per questo non parla alle tv. Ancora patron del Pisa non lo è: certo lui ha le spalle coperte.

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