Italia
«Noi non vendiamo i biglietti di Pisa-Bari»
Inedito “sciopero” dei rivenditori-tifosi contro il club
PISA. I tifosi alzano la voce, i rivenditori incrociano le braccia. Il popolo nerazzurro prova a fare terra bruciata attorno alla società. E lo fa in tutti i modi possibili. Dalle azioni di protesta pacifiche promosse dall’assemblea dei tifosi riunita lunedì scorso alla Stazione Leopolda, allo “sciopero” delle rivendite autorizzate a staccare i biglietti per l’Arena Garibaldi. Che, in vista del match contro il Bari, si asterranno dalla vendita dei ticket necessari per assistere alla partita di venerdì.
La clamorosa ed inedita protesta è stata organizzata di concerto tra la maggior parte delle rivendite cittadine e della provincia, per supportare le azioni che la tifoseria pisana ha deciso di portare avanti contro lo stallo societario. Nessuno, o quasi, venderà i biglietti per il match contro i galletti pugliesi. Lo “sciopero dei biglietti” rischia però di proseguire ad oltranza, almeno fino a quando dalla trattativa per la cessione del Pisa non giungeranno notizie positive.
«Alla luce dell’ormai improcrastinabile cessione societaria, ed in piena sintonia con quanto deciso nella riunione pubblica tenutasi alla Stazione Leopolda, anche noi abbiamo deciso non solo di appoggiare qualsiasi tipo di iniziativa che verrà messa in campo dalla nostra tifoseria, ma anche di iniziare un vero e proprio “sciopero” relativo alla vendita dei biglietti», scrivono in una nota i titolari di Solo Pisa, cartolibreria-edicola Il Cappellaio Matto, edicola Zanni di San Piero a Grado, tabaccheria Le Piagge, Caffetteria La Piazzetta di Perignano, edicola Baglini di Vecchiano e Antica Tabaccheria di San Miniato. Tifosi, ma anche commercianti. Che pur di pressare (con il blocco della vendita dei biglietti) l’attuale proprietà a vendere la società, si dicono disponibili a rinunciare agli incassi derivanti dalle commissioni della vendita dei biglietti.
«A partire da oggi (ieri, ndr) - proseguono - e fino a quando l’attuale proprietà non passerà la mano, non venderemo più biglietti per gli eventi casalinghi del Pisa, fermamente convinti che la rinuncia agli introiti del servizio biglietteria sia un nostro piccolo, ma necessario sacrificio che siamo disposti a sostenere se potrà essere d’aiuto alla “liberazione” della nostra amata squadra. Il Pisa si ama - concludono gli esercenti che aderiscono allo sciopero - e come tutti i veri amori non può essere ostaggio di pochi euro di guadagno».
Dopo l’affollata riunione della Leopolda, i tifosi hanno reso note le loro decisioni e le forme di protesta in un comunicato: «Sono ormai troppi gli ultimatum di tutti i generi che in questi mesi la tifoseria, e l’intera città, ha dovuto subire. Ora basta, adesso è Pisa a dare l’ultimatum: il primo appuntamento è mercoledì (oggi) alle 17,30 davanti al palazzo della Prefettura. Per giovedì l’appuntamento è agli allenamenti pomeridiani all’Arena. Infine venerdì sera: se il passaggio di società non sarà avvenuto, sarà impedito al pullman della squadra di raggiungere lo stadio».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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