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Pisa

In 2000 all'assemblea: "Se Petroni non vende Pisa-Bari non si gioca" - Liveblog

di Antonio Scuglia
In 2000 all'assemblea: "Se Petroni non vende Pisa-Bari non si gioca" - Liveblog

Folla di tifosi alla stazione Leopolda, decisa la protesta: maxi manifestazione pacifica davanti all'albergo della squadra

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PISA. La rabbia della città per una proprietà che resta in arretrato di mesi e mesi di stipendi, rimborsi e pagamenti (più ancora per dipendente e fornitori che per i tesserati) ma non sembra voler mollare la presa mette a repentaglio la continuazione del campionato dei nerazzurri. E lunedì 6 la città si è espressa, con quasi duemila persone dentro e fuori una Leopolda gramite. Un’assemblea che ha dato modo di esprimere le varie opinioni ma che alla fine ha portato a una decisione pressoché unanime dei presenti: una settimana di lotta, da qui a venerdì, per far capire ai poteri del calcio che non sarà consentito far passare sotto silenzio la crisi del Pisa e portarlo al fallimento. I tifosi vogliono che la famiglia Corrado possa comprare il Pisa e che la famiglia Petroni non si opponga con richieste inaccoglibili.

E allora ecco la mediazione trovata con una grande partecipazione dai tifosi: martedì 6 alle 17 un sit in con sciarpe e bandiere davanti alla Prefettura, giovedì un incontro con la squadra di Gattuso, per sostenerla e spiegarle le ragioni della città, e venerdì un “nuovo Pisa-Celta Vigo”, ovvero una manifestazione pacifica davanti all’hotel dal quale dovrebbe partire la squadra per andare allo stadio per giocare la partita col Bari, piazzandosi davanti al pullman, tutti: tifosi, famiglie, bambini, in modo pacifico ma fermo, anche con bici ad auto parcheggiate tutto intorno. Solo in questo modo, è stato detto in assemblea, anche il mondo del calcio nazionale capirà che la città non può più aspettare promesse e ultimatum che scadono a vuoto.

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Naturalmente tutte queste proteste hanno uno scopo: che quella finale non si renda necessaria, perché nessuno vorrebbe realmente che il Pisa non giochi. «Ma non lottare adesso, e non restare uniti - è stato detto - significherebbe lasciare che il Pisa arrivi lentamente a sparire».

Già da un paio di giorni era chiaro che la gara di venerdì con il Bari è a forte rischio: ieri mattina la tifoseria è stata chiamata a raccolta dai gruppi della curva Nord con l’appuntamento alle 21 alla Leopolda. Questo il loro appello: «I gruppi della Nord, appresa la scioccante notizia dell’offerta rifiutata da parte di Petroni, proclamano un’assemblea pubblica per decidere tutti insieme eclatanti azioni di protesta verso questa inaccettabile situazione. E’ giusto decidere tutti insieme portando avanti il percorso iniziato questa estate, l’appuntamento per tutti è per questa sera alle 21 presso la Leopolda. Pisa non rimarrà prigioniera degli interessi personali di certi personaggi: non accetteremo mai questo scempio».

E sulla vicenda era intervenuto anche il prefetto Visconti il quale pensava già all’ordine pubblico per venerdì: « Il Prefetto si augura un favorevole esito della vicenda, e confida nel senso di responsabilità di tutti, anche per scongiurare possibili ricadute negative sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica».

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Il 3 agosto il pubblico aveva impedito, con una protesta pacifica (bloccato il pullman della squadra all’AC hotel) l’amichevole Pisa-Celta Vigo, e una lunga serie di manifestazioni (anche alla stazione e all’aeroporto).

Ieri pomeriggio il presidente della Lega B Andrea Abodi invitava a riflettere: «La contestazione è legittima e deve essere pacifica, Pisa ha atteso troppo ma una presa di posizione molto forte potrebbe rappresentare un rischio anche per la trattativa stessa. Potrebbe non valerne la pena, con la speranza che tutto si risolva in poche ore in maniera positiva con la cessione del club».

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