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Al “Piola” un duello sui calci piazzati
Mannini e Mammarella, due specialisti delle punizioni su fronti opposti
PISA. Sabato scorso il Pisa è tornato a colpire sugli sviluppi di un calcio da fermo. Non accadeva dal gol di Lisuzzo al Novara alla prima partita di campionato. Adesso i nerazzurri sbloccarsi anche direttamente da palla inattiva, sotto lo sguardo attento di uno specialista, il terzino sinistro della Pro Vercelli Carlo Mammarella, che da parte sua, ovviamente, muore dalla voglia di dare il buon esempio.
Daniele Mannini colpì due volte su punizione nella scorsa annata, sempre in trasferta, nei 2-2 di Santarcangelo e di Carrara. Da allora, oltre ai gol su azione, solo calci di rigore, benefici che quest'anno, contrariamente al parere di Serse Cosmi, al Pisa non sono stati ancora assegnati. Mannini su tiro franco (non dagli undici metri) è a digiuno dal 18 ottobre 2015. Mammarella addirittura da oltre un mese prima, precisamente dal 12 settembre 2015, quando realizzò l'1-0 del Lanciano sull'Ascoli. Il difensore esterno della Pro Vercelli ha costruito molta della propria fama nel Lanciano: su 22 reti realizzate nelle 7 stagioni e mezza in Abruzzo, ben 17 sono scaturite da calcio di punizione.
Il Pisa è stato vittima di una delle rare eccezioni: il cursore siglò su azione al'Arena Garibaldi in diagonale, pareggiando il vantaggio di Carparelli nella stagione 2010-11. Qual è il segreto di Mammarella? «E' dall'età di otto o nove anni che mi esercito ogni giorno - spiegò il diretto interessato nel settembre 2015 ai microfoni di Sky Sport - partendo dal garage di mio nonno. Sono quindi migliorato negli anni, rubando anche qualche segreto dai miei compagni. I numeri sui calci piazzati fanno piacere, perché arrivano dopo tutti i sacrifici fatti in allenamento
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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