Il presidio
Vanni e Martinelli, firme pisane sulle medaglie paralimpiche
Sono rispettivamente i commissari tecnici nazionali per i settori del fioretto e della spada «Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti: la strada è quella giusta e non dobbiamo fermarci»
PISA. La tappa pisana della Coppa del Mondo di scherma paralimpica è servita anche per fare un bilancio sul primo anno da commissario tecnico per Simone Vanni per il fioretto e Francesco Martinelli per la spada. «E’ stato un anno molto bello - esordisce Simone -. I ragazzi sono tutti migliorati e ora si rendono conto che possono giocarsi le loro carte contro qualunque avversario. Questa è la strada giusta, ma non dobbiamo fermarci. Abbiamo intrapreso la strada giusta, ma dobbiamo ancora lavorare tanto». Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Martinelli: «Le Paralimpiadi erano l’obiettivo principale della stagione e a Rio abbiamo portato ben otto atleti. Nella storia della nostra Nazionale non era mai successo di avere un contingente così numeroso. Abbiamo al contempo gettato le basi per allargare il gruppo. La crescita del movimento riguarda sia la qualità che i numeri di atleti che si avvicinano alle varie discipline. Inoltre, tra noi ed i ragazzi c’è molto feeling. Sono estremamente soddisfatto del lavoro fatto, ma allo stesso tempo sono consapevole che dobbiamo lavorare ancora tanto».
Simone ha vinto l’oro a squadre nel fioretto da atleta ad Atene 2004 ed ha portato alla vittoria Beatrice Vio nella gara individuale di fioretto come tecnico. Qual è stata la differenza tra le due medaglie? «Da tecnico è stato sicuramente un successo più faticoso. E’ più difficile perché deve sempre stare dietro a qualcuno. L’adrenalina è a mille e la tensione altissima quando lavori sugli altri e non su te stesso. La vittoria di Bebe ce l’aspettavamo perché partiva con i favori del pronostico. Questi, poi, vanno confermati in pedana. C’era molta tensione prima della gara e questo dimostra quanto contasse per tutti un successo. Alla fine oltre alla vittoria di Beatrice Vio ci sono state anche le belle prove di Loredana Trigilia e Andreea Mogos nella gara a squadre. Hanno lavorato insieme due anni e, dopo aver conquistato l’argento agli Europei ed un bronzo ai Mondiali, è arrivato questo bellissimo bronzo a Rio. Sono soddisfattissimo perché era da venti anni che non arrivava una medaglia d’oro».
Al termine della finale del fioretto a squadre Francesco Martinelli si è letteralmente fiondato in pedana. «Era impossibile non farlo. Era l’ultima gara e dopo alcune delusioni nelle gare precedenti che non erano andate come volevamo cercavamo la rivincita. Il solo oro di Bebe Vio non sarebbe bastato. Nella finale per il bronzo con Hong Kong non era facile vincere. Le ragazze comunque non erano sole. Eravamo tutti ad incitarle. Ed alla fine abbiamo subito festeggiato. Da commissario tecnico della spada sono felicissimo di questo bronzo, anche se sono molto dispiaciuto per i ragazzi della spada e della sciabola che, con un pizzico di fortuna in più, avrebbero potuto rimpinguare il bottino».
Fabrizio Del Pivo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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