Italia
Per Gaby Mudingayi il rientro in campo è la fine di un incubo
L’ex interista ora è pronto per tornare grande In campionato era assente da un anno e mezzo
PISA. Gaby Mudingayi ha vinto la sua prima sfida. Più forte di tutte le sventure, ha tenuto duro ed è tornato in campo a 35 anni dopo una stagione e mezza di assenza. In barba a chi già lo considerava un ex calciatore. Il centrocampista belga (di origini congolesi) non giocava, almeno in campionato (di serie A), dal 31 maggio 2015 (Torino - Cesena 5-0).
I quasi due mesi trascorsi a Pisa prima di firmare un contratto hanno rappresentato solo l'ultima delle peripezie di Mudingayi. «É come se avessi un sortilegio addosso. Fisicamente sto bene, posso giocare per altri due anni. Voglio decidere io quando smettere, non sono ancora pronto per andare in pensione». Così si esprimeva l'ex bolognese lo scorso novembre sulle colonne del quotidiano belga "La Capitale", dopo l'ennesima disavventura patita nelle ultime stagioni: un accordo sfumato da "100mila euro" con una squadra indiana. Inattivo nel 2015-16, il centrocampista congolese aveva già perso la prima metà della stagione precedente all'Elche (in Spagna), dove si era allenato per due mesi senza riuscire a sottoscrivere (e quindi senza essere pagato), travolto dal mare di debiti della società valenziana. Nell'inverno 2015 il passaggio al Cesena e un'iniezione di fiducia trasmessa da 9 presenze in massima serie.
Poca fortuna per Mudingayi anche in precedenza: 10 apparizioni in campionato nell'Inter fra il 2012 e il 2014, anche a causa della rottura del tendine d'Achille. Eppure fino al 2012 era un titolare in massima serie, prima alla Lazio e poi al Bologna. In Emilia lo ha allenato Pierpaolo Bisoli, che lo ha sponsorizzato apertamente nel dopo gara con il Vicenza. Il mediano, prima di Avellino - Pisa, non giocava in B dal lontano 2005 (promozione in A sul campo col Torino).
Quante sfide con Gattuso in mezzo al campo! Incontri vigorosi, ma leali. Il cattivo della situazione era spesso il nuovo centrocampista nerazzurro, ammonito in quattro sfide con i rossoneri e una volta addirittura espulso, ma in assenza del mediano campione del mondo.
Massimo Berutto
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