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Quando Ringhio lanciò nella mischia il giovanissimo Belotti

Quando Ringhio lanciò nella mischia il giovanissimo Belotti

PISA. L’Italia celebra il talento di Andrea Belotti, goleador azzurro in Liechtenstein, dove ha segnato la sua prima doppietta in Nazionale, oltre a guidare l’attacco del Torino che sta disputando un...

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PISA. L’Italia celebra il talento di Andrea Belotti, goleador azzurro in Liechtenstein, dove ha segnato la sua prima doppietta in Nazionale, oltre a guidare l’attacco del Torino che sta disputando un ottimo campionato. Il Gallo, come viene soprannominato (e da qui il suo modo di esultare dopo aver segnato), lanciato in Nazionale e prima ancora nel Torino da Giampiero Ventura, deve qualcosa anche a Gennaro Gattuso, che non esitò a schierarlo nell’ultima gara del tecnico calabrese alla guida del Palermo.

Il centravanti bergamasco era approdato in Sicilia alla fine del mercato estivo 2013-14, a campionato già iniziato, proveniente dall’Albinoleffe, dove era cresciuto e dove aveva già collezionato 8 presenze e 2 reti in B, maturando nella successiva stagione in Lega Pro con 12 segnature all’attivo.

Il promettente centravanti è stato solo una ventina di giorni alle dipendenze di Gattuso. Ma questo è stato sufficiente per stabilire un significativo punto di contatto tra i due.

Nella sua ultima occasione al timone della squadra rosanera, allo stadio San Nicola di Bari, Ringhio portò in panchina il giovane centravanti (che ancora non aveva compiuto vent’anni) e lo schierò subito dopo il 2-0 pugliese, per giocarsi il tutto per tutto inserendo una punta centrale al posto del trequartista Di Gennaro ad un quarto d’ora dalla fine.

A proposito di curiosità che chiamano in causa i nerazzurri, in quella circostanza Lores Varela rimase seduto in panchina vicino all’allora secondo portiere siciliano Ujkani, mentre Sanseverino non era neppure a referto arbitrale.

Gattuso venne ripagato, almeno in parte, dalla sua scelta. Infatti fu Belotti ad ispirare il 2-1 di Lafferty, altro subentrato in un reparto offensivo dove iniziava a farsi le ossa lo juventino Dybala. La rimonta non fu completata e la sconfitta, la seconda consecutiva e la terza nelle prime 6 giornate, costò il posto all’ex milanista. Il vulcanico presidente Zamparini affidò la squadra a Giuseppe Iachini, che completò la maturazione del numero 9 azzurro, facendolo esordire l’anno successivo in serie A.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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