Il Tirreno

Pisa

Il galeone pisano si dimostra inaffondabile

di Cristiano Marcacci
Il galeone pisano si dimostra inaffondabile

Buon punto strappato a Salerno. Un palo di Cani e un’occasionissima per Gatto le repliche ai due legni colpiti dai locali

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INVIATO A SALERNO. Applausi per quando entra sul prato, applausi per quando esce avviandosi verso gli spogliatoi.

Salerno non ha dimenticato. “Ringhio” Gattuso è sempre nei cuori dei sostenitori granata. È la prima volta che rimette piede all'Arechi dopo quel 23 maggio 1999, giorno in cui disputò la sua ultima partita casalinga con la maglia della Salernitana, pochi mesi prima del suo trasferimento (al costo di 18 miliardi delle vecchie lire) al Milan.

Addirittura, dalla curva dei locali si alzano dei cori per il tecnico calabrese. E lui, Gennaro da Pisa, se li merita tutti, perché i nerazzurri chiudono a doppia mandata in miniera un altro punto preziosissimo. Di quelli che a fine stagione potrebbero rivelarsi determinanti.

Salerno non è assolutamente un terreno agevole e il pareggio deve essere nuovamente considerato una mezza vittoria. Anche se Lisuzzo e compagni, alla fine, avrebbero potuto fare addirittura il colpaccio, se a due minuti dal termine, in pieno recupero, Massimiliano Gatto, entrato nella ripresa e all'esordio in campionato con la casacca nerazzurra, non avesse mancato di convinzione in quel tiro finito debolmente a lato dopo l'ottimo suggerimento del “bulldozer” Cani. L'ultima di una serie di emozioni tutte concentrate nel secondo tempo.

Nel primo tempo, infatti, quella a cui assistiamo è ben più di una partenza al trotto. Forse è la pizza di scarola che pesa sullo stomaco o forse è il sole degno di un'inoltrata primavera a non far carburare sin da subito i polpacci. Fatto sta che, ad eccezione di un colpo di testa alto sopra la traversa di Bernardini, occorre far trascorrere ben 25 minuti prima che le due squadre comincino a prendere confidenza con qualche trama di gioco degna di attenzione.

Il Pisa appare ben posizionato in campo: quando i padroni di casa salgono e puntano la porta di Ujkani, i nerazzurri difendono a cinque e chiudono bene gli spazi ai granata campani, che si beccano anche qualche bordata di fischi da parte del pubblico amico (in quasi 10mila sugli spalti) proprio per l'inconsistenza della manovra.

Dopo che al 26' un molto attivo Improta raccoglie il suggerimento di Coda e sfiora l'incrocio dei pali, gli ospiti entrano nel loro miglior momento. La fase d'impostazione si distende bene in modo fluido, grazie soprattutto a Lazzari che “lavora” discretamente più di un pallone. Il Pisa così diventa più propositivo: sia al 34', con una punizione dal limite, che al 38', con un bel cross di Longhi attraverso l'area piccola, ha alla portata delle occasioni che potrebbe sfruttare decisamente meglio.

Nella ripresa, per fortuna, qualcosa si smuove e anche chi rischia di appisolarsi al mite clima della costiera riacquista un po' di vigore. Sannino, probabilmente, ha alzato la voce durante l'intervallo e i suoi sembrano un'altra squadra. Decisamente meno scontati e più aggressivi. E arrivano pure le occasioni da rete: al 5' è Ujkani a dover fare gli straordinari su una ribattuta salernitana dopo il palo colpito da Coda e appena tre minuti dopo è Donnarumma a centrare la traversa.

Il Pisa si accorge che è sul punto di alzare bandiera bianca, ma ancora una volta fa ricorso all'eccezionale serbatoio di grinta e cuore che si porta sempre dietro. I locali non riescono a mettersi definitivamente alla guida della cabina di regia e i nerazzurri tengono botta anziché sparire dal campo. Gattuso, poi, dà il suo contributo, anche se le potenziali risorse a cui attingere sono ridotte all'osso (out per infortunio Mannini ed Eusepi): Montella viene richiamato a vantaggio di Cani e Di Tacchio viene spedito dentro al posto di Lazzari.

È proprio l'attaccante albanese a restituire effervescenza al Pisa. La retroguardia dei padroni di casa lo soffre sin da subito, la sua potenza da giocatore di rugby apre come il burro i tentativi di chiusura dei difensori di Sannino e lui fa scattare per ben due volte l'allarme rosso in casa campana.

Prima, al 26', stampa sul palo esterno un tiro angolatissimo che avrebbe potuto beffare Terracciano, poi si rende autore del delizioso assist con cui Gatto si mangia la palla della vittoria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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