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Gattuso: questa squadra gioca con il giusto veleno

Gattuso: questa squadra gioca con il giusto veleno

Sulla società: Abodi mi ha detto che arriverà qualcuno a darci una mano

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PISA. «Il Verona è una squadra superiore a noi sulla carta, è prima in classifica e noi sapevamo di non dover sbagliare nulla perché ci avrebbero subito castigato. Giocano sempre palla a terra, hanno molta fisicità, mi ricordano un po’ il Foggia dell’anno scorso. Forse meritavamo anche di più, ma l’importante è che ci sia sempre il veleno nei miei: la fortuna degli allenatori la fanno i giocatori. Te puoi proporre qualsiasi cosa durante la settimana, ma se non vedi facce motivate non viene fuori nulla. Ma qui il veleno non manca». E’ un Rino Gattuso ancora carico quello che si presenta in sala stampa per le interviste.

Ride per aver sentito i commenti dell’ex attaccante Toni, ora manager del Verona, e dei giornalisti di Sky sul clima e sul tifo dell’Arena Garibaldi: «Sì, ne parlavo prima con Toni, mio amico, mi diceva che questo stadio è una bolgia e io gli ho fatto notare: guarda che abbiamo giocato con sole 6.000 persone, la metà di quelle che avremmo a condizioni normali. Qua c’erano i presupposti per far calcio a un certo livello e spero per questo che chi comprerà, se comprerà, possa capire bene in che piazza arriva: se si crea entusiasmo, i presupposti per far bene a lungo termine ci sono tutti».

Sulle questioni societarie Gattuso rivela: «Mi sono sentito con Abodi in questi giorni, gli ho detto ciò che è successo con i dipendenti. Sono atteggiamenti che non mi piacciono, chi si lamenta ha ragione, non si può far finta di non sentire e soprattutto non si può cambiare il mio modo di essere. Abodi comunque ha detto che forse qualcuno a darci una mano arriverà, almeno fino a quando non si sistemerà la situazione societaria: di un riferimento c’è bisogno, di qualcuno che ci metta la faccia e si prenda le responsabilità. Io devo fare l’allenatore, non posso pensare anche a questo. Di certo vedere questa piazza, il senso di appartenenza che hanno i miei ragazzi mi dà tantissime motivazioni: io qua mi sento vivo. I ragazzi lo scorso anno hanno scritto una pagina di storia importante, se riusciamo a salvarci è un record, e sarà ancora più difficile per arriverà: nel futuro tutti saranno paragonati a loro».

Il tecnico conclude passando in rassegna la situazione di alcuni giocatori: «Gatto sta bene, lo stiamo caricando più degli altri perché è un anno che non gioca, e lo stesso dico di Mudingayi, che ha bisogno di un percorso diverso, ve lo dico già da ora: è fermo da un anno e mezzo e ha 35 anni. Sta migliorando anche Di Tacchio, ha ancora un po’ di edema al quadricipite, ma è solo una contrattura. Anche oggi con Mannini abbiamo fatto lo stesso ragionamento: non voleva il cambio, ma io non potevo rischiarlo. Neppure Lazzari».

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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