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Pisa

Una coperta troppo corta ma lo spirito è quello giusto

Una coperta troppo corta ma lo spirito è quello giusto

Al Francioni la squadra ha saputo sopperire alle assenze (previste e impreviste) Cani e Lisuzzo rispondono alla chiamata del mister anche se non stanno bene

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PISA. Ogni volta che Rino Gattuso e il suo staff si trovano al momento di compilare l'undici iniziale per affrontare l'avversario di turno da una parte ci mettono molto del proprio con idee, studio e capacità, ma dall'altro purtroppo, visti i problemi di preparazione e di allestimento della rosa avuti in agosto ripetuto già altre volte, sono condizionati dall'infermeria e dallo stato di forma dei giocatori a disposizione.

A Latina infatti verrebbe facile chiedersi come mai non è stato inserito subito Edgar Cani visto che l'attaccante albanese ha cambiato il volto della squadra nella ripresa garantendo maggior fisicità e profondità mancate probabilmente nel primo tempo dove la coppia "leggera" formata da Lores Varela e Daniele Mannini era costituzionalmente impossibilitata ad avere, non riuscendo però nemmeno a dare quella velocità e imprevedibilità che veniva chiesta loro.

Nel dopogara però lo stesso Gattuso ha chiarito la situazione spiegando i perché delle sue scelte: «Sulla resa dobbiamo migliorare, ma mi devo basare sulla loro condizione fisica: però tutti si impegnano, ci mettono passione». Lisuzzo gioca nonostante un ginocchio in disordine, Cani «prende cortisone e accusa ogni scatto, ma ce la mette tutta, per noi è fondamentale, ha forza fisica e si sa muovere».

Detto questo il l'undicesimo pareggio nelle ultime 13 trasferte dei nerazzurri (l'ultima vittoria lontano dall'Arena è datata 20 febbraio con l'1-2 in casa del Tuttocuoio) ottenuto al "Francioni" di Latina è sicuramente da considerarsi più che positivo sia perché ha fermato la mini emorragia dopo le due sconfitte interne, ma anche perché ottenuta su un terreno ostico: in casa il Latina ha perso solo una volta nelle ultime 12 gare ufficiali. Tolti i primi 12 minuti durante i quali i nerazzurri pontini hanno trovato il vantaggio con Paponi e messo un po' di pressione alla difesa del Pisa, si è vista una buona reazione sia nel finale del tempo, sia nella ripresa con il cambio di modulo e qualche altro accorgimento tattico.

Gattuso inizia la gara con il 3-5-2 come il dirimpettaio Vivarini (lo scorso anno proprio nella trasferta di Teramo si vide per la prima volta il Pisa con questo modulo) provando a chiudere gli spazi e ripartire in velocità, ma questo non riesce o almeno non riesce in pieno.

Le cose migliorano notevolmente nella seconda parte del primo tempo quando Mannini svaria su tutto il fronte e Lores Varela scende più basso a prendere palla favorendo così gli inserimenti dei centrocampisti e soprattutto dei due esterni, bravi a mettere in mezzo palloni pericolosi che creano notevoli grattacapi a Pinsoglio e compagni. La squadra è in partita e l'allenatore nerazzurro capisce che cambiando qualcosa si può riequilibrare l'incontro. Ecco così l'idea del passaggio al 4-3-3 con l'inserimento di Cani al posto di Crescenzi. Lazzari vertice basso ha molto più libertà di azione nella ripresa ed è in grado di dare qualità alla manovra anche se ci riesce solo a sprazzi. Arriva poi il meritatissimo pari col primo gol in campionato di Daniele Mannini, il Pisa diventa padrone del campo complice anche un Latina in difficoltà e visibilmente allungato.

Gattuso ci prova inserendo anche Peralta e passando ad un 4-4-2 molto offensivo: le occasioni ci sarebbero anche per provare al colpaccio, ma viene a mancare un po' di cattiveria negli ultimissimi metri che, unita ad un po' di sfortuna, non permettono al Pisa di portarsi in vantaggio che, per quanto visto, sarebbe stato senz'altro meritato.

Tanti segnali positivi quindi arrivano dal campo anche se la condizione fisica degli interpreti non può esser certo ottimale e gli impegni ravvicinati certo non aiutano: dopo i due impegni in cinque giorni con la gara di martedì sera all'Arena contro il Verona e la trasferta di Salerno di sabato ci saranno tre settimane standard dove si giocherà ogni sette giorni prima della gara di Coppa Italia a Torino.

Durante questo periodo lo staff potrà cercare di mettere tutti nelle migliori condizioni, sperando di recuperare qualche infortunato e auspicandosi anche il via libera per il tesseramento di Gabi Mudingayi che sarebbe una pedina fondamentale in questa rosa.

Lorenzo Vannozzi

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