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Pisa, Abodi: "Ci sono 5 potenziali acquirenti. Questa società non deve fallire"

Pisa, Abodi: "Ci sono 5 potenziali acquirenti. Questa società non deve fallire"

Mister "The Space" Giuseppe Corrado, possibile compratore, non si sbilancia sull'incontro con il presidente della Lega: "Passaggio positivo"

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PISA. La corsa contro il tempo per salvare il Pisa è partita, ma non sarà rapida come una finale dei 100 metri. Andrea Abodi ha iniziato i colloqui con i probabili acquirenti. Il nodo principale è capire come andrà avanti la vicenda giudiziaria del patron Fabio Petroni attualmente agli arresti domiciliari. Nell’ultima settimana di novembre è attesa la sentenza di primo grado per l’accusa di bancarotta fraudolenta in seguito alle vicende che portarono al fallimento di un ramo di Terravsion nel 2013. E proprio dalla situazione personale di Petroni potrebbero dipendere le decisioni finali rispetto alla cessione.

Il presidente Abodi ribadisce intanto ai microfoni di Sky sport il ruolo della Lega B nella cessione del club: «Abbiamo fatto un passo in avanti nella sperimentazione di un ruolo, verificando i soggetti interessati ad entrare. Il Pisa ha un impedimento oggettivo per gli arresti domiciliari di Fabio Petroni, adesso ci sono 5 potenziali acquirenti diversi che stiamo analizzando: nel giro di 10 giorni chiuderemo la ricognizione ed entro 2 settimane presenteremo le offerte alla proprietà».

A quel punto inizierà la seconda fase con la società che dovrà rispondere alle eventuali offerte. Oltre alla famiglia Corrado tra i pretendenti sicuri c'è il fondo d'investimento arabo Sportativa. Pablo Dana domenica prossima incontrerà Abodi e cercherà di capire se ci sono le condizioni per tornare in campo dopo la brusca interruzione di una trattativa che sembrava ormai in porto. Maurizio Mian ha confermato di non essere interessato a riacquisire il club che nel 2005 aveva ceduto a Covarelli ma probabilmente anche lui parlerà con Abodi che non conferma un reale interesse da parte di Pewex, anche se in molti danno la catena di supermercati romana sempre interessata al Pisa.

Intanto il primo a fare un passo avanti è stato Giuseppe Corrado che si è incontrato mercoledì sera a Milano con Abodi. L’imprenditore piemontese ribadisce il suo interesse ma preferisce agire lontano dalla luce dei riflettori: «L’incontro con Abodi è stato come sempre positivo - spiega Corrado. - In questo momento occorre lavorare molto sui numeri e dire poche parole. Per quanto mi riguarda mi sono imposto di non fare ulteriori commenti e cercare di leggere con attenzione e capire bene tutta la documentazione. Inoltre dobbiamo verificare altre cose che abbiamo richiesto».

Ovviamente tutto gira intorno alla situazione debitoria del club, anche se il prezzo di acquisto sarà ovviamente al ribasso rispetto alle cifre estive. A proposito di cifre, il primo a farle è il giornalista Ivan Zazzaroni su Twitter: «I debiti sfiorano i 5 milioni di euro, lodo Battini escluso. Petroni si accontenti di liberare il club senza altri rischi».
La società tace ma Abodi non gradisce: «Questo è un modo per condizionare la trattativa. Il Pisa vale ben più dei suoi debiti».

Sempre giovedì 20 Abodi ha parlato a Milano a margine del forum sport e business de Il Sole 24 Ore dove ha confermato alcuni concetti che aveva già espresso al nostro giornale: «Attualmente il Pisa è un cantiere societario aperto. In questo momento stiamo cercando di fare in modo che la situazione non degeneri. Noi non vogliamo che il Pisa fallisca».

Abodi ribadisce che non ci sono dubbi sul caso fideiussione: «Il Pisa è iscritto grazie alla fidejussione Mps. Il deferimento è arrivato di un ritardo nella presentazione della documentazione, a causa della mancata completezza della polizza, oltre alla mancanza di alcune firme. Il campionato è regolare e lo dice il campo con i suoi responsi». Per sapere se il Pisa sarà penalizzato dovremo attendere i due gradi di giudizio della giustizia sportiva (Figc) più un terzo del Coni. Abodi non vuole esser visto come l’avvocato difensore di Petroni: «La società è in grosse difficoltà per errori evidenti di gestione ma io devo dialogare con loro. Sono convinto che se Fabio Petroni non era agli arresti domiciliari tutto questo non sarebbe accaduto. Io non sopporto il disfattismo e chi dice che è meglio ripartire dall’Eccellenza. Ripeto, stiamo cercando di salvare il club e non di portarlo al fallimento». Infine un pensiero su Gattuso e i calciatori nerazzurri: «La squadra sta facendo in pieno il suo dovere guidata da un allenatore che è molto più di un allenatore e da una piazza che educatamente si fa sentire».
 

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