Il presidio
Pisa, ancora una beffa: vince il Vicenza
Un gol in contropiede di Raicevic punisce i nerazzurri, generosi ma spreconi in attacco e poco attenti in copertura
PISA. Il pubblico dell’Arena applaude a fine gara un Pisa generoso ma sfortunato e per niente lucido in zona gol. Due gare casalinghe consecutive e zero punti, due 0-1, sono un brutto bilancio. Ma la gente sa che non sono Gattuso e i giocatori quelli da fischiare.
Formazioni a specchio per pisa e Vicenza: 4-3-1-2, l’unica sorpresa fra i nerazzurri è Mannini inizialmente in panchina. Al 2’ occasione colossale per il Vicenza: sugli sviluppi di un corner, un tiro supersballato di Siega diventa un passaggio per Bellomo nei pressi del vertice sinistro, il suo cross di destro è perfetto e premia il tuffo di testa di Adejo da due passi. Sembra un gol fatto ma Ujkani con un balzo felino smanaccia sopra la traversa. Il Vicenza però inizialmente ha un altro passo: due minuti dopo ancora un cross da sinistra, stavolta su punizione , vede avventarsi sulla palla Raicevic ed Esposito che insacca con un tocco sottomisura, per fortuna in posizione di fuorigioco rilevata da guardalinee Robilotta.
Al 10’ la reazione del Pisa: una serpentina di Varela sulla destra porta l’uruguaiano sul fondo per il cross teso sul primo palo a mezza altezza. Sul pallone si avventa Cani, il porriere Benussi per anticiparlo prende una botta in testa che lo mette ko per due minuti.
La gara continua con un Pisa un po’ legnoso, il Vicenza riesce a creare diversi pericoli in mischia. Arretra il Pisa ma non il pubblico. Uno striscione per un fratello in ospedale: il guerriero Gianluca, appena operato per l’ennesima volta per curare una grave malattia. E tanti cori di incitamento per la squadra fra curva e gradinata, oltre a quelli che salgono fino al cielo per invitare Petroni ad andarsene. Lorenzo Petroni era presente per la prima volta all’Arena, sotto la postazione delle forze dell’ordine. Non è che abbia portato granché bene, speriamo nella prossima partita casalinga (Pisa-Verona del 25 ottobre) di vedere facce nuove e aria nuova perché di questa società francamente non se ne può più.
Dall’ altra parte la curva Sud offre uno spettacolo triste: dei duecento biglietti riservati ai tifosi ospiti ne sono stati venduti solo una quindicina. Va però detto che i pochi ultras arrivati dal Veneto, entrati (tranne 4 di essi) a partita iniziata da oltre 20’, si sono fatti sentire.
Bisogna aspettare sino al 33’ per vedere la prima vera azione del Pisa: Varela addomestica un bel pallone al vertice destro, si attira addosso due difensori e scarica all’indietro per l’accorrente Golubovic che spara un destro violento a incrociare. Benussi è battuto ma la palla termina fuori davvero di poco. La risposta biancorossa è immediata: Galano libera Raicevic in piena area eludendo la trappola del fuorigioco, per fortuna il centravanti è lentissimo nel controllo e Crescenzi recupera.
A questo Pisa serve qualcosa in più: Gattuso nella ripresa getta subito nella mischia Mannini al posto di un Eusepi un po’ in ombra, e passa al 4-3-3. Varela scalda subito le mani a Benussi dopo 2’ . Emozioni all’8: punizione di Di Tacchio per la sponda di testa di Lisuzzo verso il centro, Benussi è scavalcato, sulla linea di porta Varela stacca ma non ci arriva. Con Mannini in effetti (la punizione se l’era conquistata lui) i giri del motore salgono di molto.
Poco dopo il quarto d’ora il Vicenza prova a rompere l’assedio con Siega e Raicevic. E al 20’ ecco la frittata: lungo contropiede sulla destra di Bellomo dopo un corner del Pisa, Sanseverino arranca e il trequartista vicentino riesce a mettere in area piccola un pallone che Raicevic deve solo limitarsi a spingere dentro.
Sotto di un gol, Gattuso si gioca le carte Peralta e poi Montella: fuori Sanseverino e Cani. Alla mezzora però il Pisa trema ancora: un nuovo contropiede innesca Galano che quasi dal limite, da sinistra colpisce il palo esterno con deviazione in angolo di Ujkani.
Il Pisa non si arrende: al 36’ Banussi deve superarsi per deviare in angolo una punizione di Mannini dal vertice destro (fallo su Varela). I nerazzurri attaccano con tutti gli effettivi: per due volte in area piccola Longhi non arriva sul pallone decisivo, al 39’ Varela di testa supera Benussi ma un difensore respinge sulla linea!
Bisoli si copre togliendo Raicevic e poi l’acciaccato Galano. E’ un assalto all’arma bianca: al 45’ Peralta cincischia invece di tirare ma poi serve Verna al limite, mira sbagliatissima. Nel recupero Benussi manda in angolo un sinistro potente di Mannini, il più lucido e combattivo dei nerazzurri, poi finiscono le emozioni.
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