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Pisa

Squadra più compatta con la difesa a quattro

Squadra più compatta con la difesa a quattro

La forza di una retroguardia non si misura solo dal numero dei giocatori impiegati nel reparto arretrato

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PISA. La forza di una retroguardia non si misura dal numero di difensori. Il Pisa - che ha ancora la miglior difesa della serie B insieme allo Spezia - ha subìto 3 gol su 4 quando aveva in campo 5 giocatori tra terzini e centrali. Forse un paradosso, ma i fatti lo confermano.

Il quintetto arretrato non aveva garantito impenetrabilità già a Terni, nel frangente del fatale fallo da rigore di Crescenzi.

L’espulsione dell'ex laziale, oltre all’inferiorità numerica, portò al ritorno alla difesa a 4, che non subì altre reti. In occasione del gol dell’Ascoli teoricamente il Pisa aveva 4 giocatori dietro, ma poco più avanti stazionava il terzino Golubovic con evidenti compiti difensivi.

Unica vera eccezione la rete firmata dal Carpi, contro un 4-3-3 rossocrociato e solo con un beffardo tiro da fuori.

Mai prima di domenica scorsa il Pisa era stato perforato dall’area di rigore nel 2016-17.

Il Pisa con il tridente non perde da oltre 11 mesi, ossia dal 2-0 di Savona, unico passo falso accusato da Gattuso in campionato con il 4-3-3. Nel famigerato Pisa-Siena, simile nell’esito finale a Pisa-Spal, i nerazzurri subirono gol in contropiede quando erano di fatto schierati con un 4-2-4 (Lupoli, Peralta, Lores Varela e Mannini contemporaneamente in campo). L’ultima battuta d’arresto interna risaliva a gennaio e ad un Pisa-Teramo affrontato con il 3-4-1-2, come quello esibito contro la Spal. Stesso canovaccio nella successiva batosta di Ancona.

La retroguardia a 3 ha prodotto anche ottimi risultati nel precedente campionato e all’esordio di Empoli con il Novara. Lo schieramento a specchio con la Spal aveva imbrigliato gli emiliani nelle due vittorie ottenute nel 2015-16.

Questo atteggiamento al ritorno abbinò solidità difensiva e pericolosità offensiva grazie alla miglior forma di Mannini.

Il capitano, quando gioca da ala, oltre a tenere sul “chi va là” gli avversari, garantisce compattezza in una fase difensiva 4-5-1, che diventa un 5-4-1 quando Di Tacchio arretra la sua posizione andando quasi a collocarsi in mezzo ai due stopper. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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