Il presidio
Pisa, Dana non esce di scena: "Ma la trattativa è complicata"
Il banchiere spiega i progetti di Sportativa: "Seguiamo società anche in Francia e in Spagna"
PISA. Acquistare il Pisa è complicato? Allora proviamo a fare “shopping” in Francia, Spagna e Svizzera. Questo quanto emerge da una lunga intervista che Pablo Dana ha rilasciato nei giorni scorsi ad un importante settimanale francese (Challenges) per presentare il lancio di Sportativa, il fondo di investimento ufficializzato il 5 ottobre scorso a Dubai. Dana in Francia è conosciuto per il suo tentativo di acquisto nei mesi scorsi dell’Olympique Marsiglia.
E proprio da quella vicenda l’intervistatore parte, chiedendo a Dana quanto sia rimasto male del mancato acquisto del club francese (andato poi nelle mani del miliardario americano Frank McCourt). «Non sono deluso dalla scelta fatta (il riferimento è a Margarita Louis-Dreyfus, vedova del proprietario dell’Olympique Robert Louis-Dreyfus, ndr), era una delle possibilità sul piatto. Frank McCourt ha comprato un club meno interessante di quello che poteva essere, visto che molti giocatori di valore sono partiti».
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Poi la presentazione di Sportativa. «Il nostro obiettivo - racconta Dana - è unicamente quello di investire nelle società sportive e non nei giocatori. Adesso ci concentriamo sui club di calcio poi, a partire dal 2018, ci interesseremo al rugby».
Quindi il passaggio sul Pisa con una premessa da parte dell’intervistatore. «Nell’immediato - spiega il giornalista - Sportativa ha nel mirino club di seconda divisione dove il biglietto di ingresso è più basso rispetto alle categorie maggiori». Ecco la risposta di Dana: «Siamo in trattativa con i proprietari della società di calcio di Pisa, in Italia, ma la trattativa è complicata. Stiamo seguendo da vicino un club di seconda divisione in Francia ed un altro in Spagna. Al tempo stesso stiamo valutando la situazione di una società svizzera del Cantone francese e di un’altra di quello tedesco in via di fallimento». Altra domanda riguarda gli investitori che stanno dietro il fondo Sportativa. "«Il fondo - spiega il banchiere italo-svizzero - può raggiungere un massimo di 750 milioni di dollari e dovrà accogliere prevalentemente investitori asiatici e dei Paesi del Golfo. Abbiamo ricevuto il via libera dall’organismo di Dubai che regola questa materia, l’Abu Dhabi Global Market, in modo da far crescere il fondo in base alla volontà degli investitori stessi».
La conclusione dell’intervista riguarda il rapporto che Dana aveva avuto con Bee Taechaubol, uomo d’affari thailandese, nel tentativo di acquisto del Milan. «Visto che il fondo Sportativa si apre al mercato asiatico - chiede il giornalista - il progetto potrà interessare Bee Taechaubol?». «Si vedrà...», la risposta conclusiva di Pablo Dana.
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