Il Tirreno

Pisa

Abodi: «Ci sono almeno due acquirenti seri, ma c’è chi vuole il fallimento del Pisa»

Andrea Chiavacci
Abodi
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Il presidente della Lega di serie B: «Parlo anche con Dana, ma deve dire se il fondo è nato capiente o ricerca dei finanziatori»

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PISA. «Non tutti hanno l’interesse a salvare il Pisa. A volte sembra che tutto converga verso la volontà di eliminare la proprietà. Se si vuole favorire una trattativa, ciò deve avvenire senza pregiudizio». Alla luce di una storia che ogni giorno presenta un colpo di scena il presidente della Lega B, Andrea Abodi, lancia un grido di allarme. Il quale ci conferma l’interesse di tre soggetti diversi ad entrare nel Pisa.

Presidente, può dirci di chi si tratta?

«Da giorni almeno due nomi importanti si sono fatti sentire. Non posso svelare di chi si tratti, ma stiamo parlando di personalità importanti e conosciute che non fanno parte del mondo dello sport. Soggetti economicamente molto solidi».

Ma perché dice che non tutti sono interessati al bene del Pisa?

«A Pisa sembra che la cosa più importante sia quella di mandare via Petroni, ma bisogna guardare la situazione senza preconcetti».

Secondo lei la proprietà vuol vendere realmente?

«A mio modo di vedere sì. Ma non è obbligata e deve valutare tutte le offerte».

Tutti chiedono un intervento della Lega: come vi muoverete?

«La situazione è critica, ma non vedo la voglia da parte di qualcuno di uscire da questo pantano. Si vuole favorire la vendita della società a gente seria, ma se il clima generale resta questo la gente seria non si avvicina».

Il presidente dell’Assocalciatori Tommasi su twitter auspica un commissariamento della società: cosa può accadere?

«Lo strumento del commissariamento non è previsto nell’ordinamento, a meno che non ci sia un fallimento. La cosa al momento non sussiste».

I giocatori del Pisa hanno avviato l’iter della messa in mora della società: cosa ne pensa?

«Una messa in mora preventiva, visto che la scadenza per il pagamento degli stipendi di luglio e agosto è prevista per il 16 ottobre. Aspettiamo, non credo al momento sia la soluzione migliore».

Tornando alla possibile vendita della società, ritiene Pablo Dana ancora in corsa?

«Ho saputo della presentazione di Sportativa a Dubai. Servono tempi certi e finanze certe. Stavolta la domanda la faccio io: il fondo è nato capiente o ricerca dei finanziatori? Se Sportativa è capiente non ci sono problemi e sarò io a farmi di nuovo da garante nei confronti di Petroni per convincerlo a rivedere la situazione. Ma serve più concretezza».

Si è più sentito con Dana?

«Sì, ho scritto a Dana. Se le finanze ci sono la Lega B mette a disposizione un fondo di garanzia vincolata. Sarà poi la proprietà che deciderà».

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Il 12 ottobre sarà all’incontro di San Rossore promosso da Zazzaroni?

«Devo ancora sentire Ivan e soprattutto il sindaco Filippeschi: è lui il mio punto di riferimento in questa vicenda».

Scadenza del 16 ottobre: cosa rischia il Pisa?

«C’è un regolamento che vale per tutti: il Pisa rischia due punti di penalizzazione».

In tutto la cifra da pagare ammonta quasi ad un milione di euro?

«Un po’, meno ma il problema principale è che il Pisa ha un monte ingaggi molto elevato per una neopromossa, superiore alla media dei parametri salariali della B».

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