Il presidio
Nerazzurri, la sofferenza è un’abitudine
Ringhio e i suoi ragazzi in passato hanno spesso lavorato in situazioni impossibili
PISA. Eroi nerazzurri, trascinati dalla passione di un'intera città, fanno stropicciare gli occhi al mondo del calcio, macinando punti e buone prestazioni grazie ad una straordinaria unità di intenti, rinvigorita anziché fiaccata dalle difficoltà societarie. Ma dove trovano tutta questa forza? In parte dall'esperienza, perché molti degli uomini di Gattuso sono già passati da situazioni simili, compreso l'allenatore che, con Makris, ha stretto i denti nell'Ofi Creta due stagioni fa.
PIU' FORTI DI TUTTO. Edgar Cani ha debuttato a Pescara (2007-08) nel bel mezzo di un dissesto finanziario, che però avvenne durante il campionato e permise, grazie alla squadra, la conservazione della categoria (la C1). Nel 2013-14 a Bari, in condizioni non troppo diverse, il bomber albanese, affiancato da Lores Varela, arrivò a sognare la serie A nei playoff. Per l'uruguaiano un'esperienza meno fortunata, condivisa con Lupoli, nel 2015 a Varese sull'orlo del precipizio. Nel 2010-2011 Antonio Montella, in una Salernitana che faceva acqua da tutte le parti, arrivò addirittura alla finale playoff contro il Verona. Un po' come accadde a Dario Polverini nella Pro Patria 2008-09, battuta dal Padova nella doppia sfida conclusiva, in una stagione funestata dal fallimento del club e dall'arresto del patron Giuseppe Zoppo per bancarotta fraudolenta. Di ritorno da qualche mese all'Andria lo stopper, ancora a Busto Arsizio ma stavolta in C2, sempre nel pieno di una crisi, arrivò in finale (con la FeralpiSalò) nonostante 7 punti di penalizzazione.
SPESSO IN CAMPO NEUTRO. Persino i giocatori più giovani sono già temprati dai loro brevi trascorsi calcistici. Dario Del Fabro ha esordito in A nel 2012-13 in campo neutro, esattamente come ha giocato nel Pisa. Lo stopper ruppe il ghiaccio in un Cagliari - Juventus (1-3), disputato allo stadio Tardini di Parma. Quell'anno gli isolani, nonostante l'arresto del presidente Cellino e ben 7 partite disputate senza pubblico nell'inagibile Is Arenas di Quartu Sant'Elena, difesero con le unghie la massima serie.
SOFFERENZE. Capitan Daniele Mannini ha conosciuto l'agonia del Siena prima del fallimento del 2014 insieme a Luca Crescenzi, che poi ha trascorso sei mesi in una Reggina sul filo del rasoio. Mannini in gioventù si era messo in luce in un Viareggio destinato ad una cancellazione societaria. Stefano Avogadri era a Piacenza nell'annata 2011-12, finita con la retrocessione e la sparizione. Non andò meglio alla Pistoiese di Fautario nel 2008-2009 e al Savoia di Sanseverino nel 2014-2015.
Massimo Berutto
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