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Pisa, Tardelli si sfoga: «Ingiustamente offeso dai tifosi»
Il caso dopo le sue dichiarazioni a "La Domenica Sportiva": «Anche quando sono passato ad altre squadre e società sono sempre stato vicino ai colori del Pisa e alla tifoseria»
PISA. Si fa presto ad entrare nelle grazie della tifoseria pisana e a diventarne quasi un idolo. Basta farsi concedere pochi secondi di diretta televisiva da “La Domenica Sportiva” ed alzare la voce. Affermando: «I truffaldini devono star lontani dal Pisa». E giù consensi, applausi, “santini” su Facebook e su Twitter. E chi più ne ha, più ne metta.
Con una frase si diventa “capo-popolo”. E chi non segue il “capo-popolo” si trasforma automaticamente nell’“uomo di merda” di turno, nonostante alle spalle abbia anni e anni di difficoltà, sudori e fatiche con la maglia nerazzurra e, soprattutto, una miriade di trionfi, tra cui numerosi scudetti, diverse coppe e un campionato del mondo. Ma si sa, nessuno è profeta in patria, e quindi non lo è nemmeno Marco Tardelli, nato in provincia di Lucca ma da sempre pisano doc. Alle vicende e ai colori nerazzurri sembrerebbe essere più legato il giornalista Ivan Zazzaroni, la cui fama è stata rilanciata in particolare dopo il ruolo da showman rivestito a “Ballando con le stelle”. È sua l’affermazione a “La Domenica Sportiva”. Quella che Tardelli ha avuto la colpa di non avallare, ma anzi di smorzare. «I proprietari del Pisa - disse il buon Marco dopo l’uscita dell’“ultras” Ivan - metteranno a posto le cose, anche se non si sa chi sono».
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Apriti cielo, spalancati terra. I tifosi pisani più accaniti e meno comprensivi hanno cominciato a “bombardare” di offese ed insulti l’“ex pisano” Tardelli. Il quale, però, non ci sta. Si ricorda del carattere che aveva in campo e reagisce. «Non posso sopportare una simile situazione - ci dice -. Proprio io che da giovane, insieme agli altri compagni del Pisa, prendevo il pullman di linea, pagato dall’allora allenatore Balestri (perché anche in quegli anni il Pisa non attraversava una florida situazione economica), per andare a giocare a Viareggio. Anche quando sono passato ad altre squadre e società sono sempre stato vicino ai colori del Pisa e alla tifoseria. Pisa è ancora la mia città, è quella in cui abita la mia famiglia. Ed è quindi una cosa fuori del mondo che debba leggere certe cose sui social. Io sarei vicino a Petroni e ai “romani”? Ma chi lo conosce Petroni... Io non l’ho mai incontrato, non c’ho mai parlato. E così non so nulla e non conosco nessuno del fondo d’investimento che vorrebbe rilevare la società. Conseguentemente, non mi permetterei di definire “truffaldino” qualcuno».
L’ex campione del mondo, poi, precisa ulteriormente: «Vorrei piuttosto che la Lega intervenisse e che il Pisa potesse essere messo nelle condizioni di disputare un campionato tranquillo. Innanzitutto, perché voglio bene al mio amico Gattuso, che si merita di lavorare in tutta tranquillità alla luce anche dei risultati che già centra pur convivendo con un sacco di problemi. Gattuso è come un figlio per me e se conoscessi qualcuno disposto a comprare la società mi metterei subito in macchina e lo accompagnerei io stesso a Pisa».
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