Italia
La Cella ai nastri di partenza si punta sul gruppo storico
Calcio femminile: il nuovo allenatore è Renzo Bergamo, ex Pisa e Livorno Campionato al via il 16 ottobre, molto attesi i derby con Bellaria e Lucchese
PISA. Nel panorama del calcio rosa della nostra città ormai da molti anni c’è il La Cella, squadra presente dal 1999-2000 già con il nome di Etruria. La squadra si presenta ai nastri di partenza della serie D con rinnovato entusiasmo ed ambizioni. Le ragazze sono affidate al nuovo mister Renzo Bergamo, tecnico esperto già nel calcio femminile alla guida di Lucca Sette, Pisa e Livorno. Lo scorso anno La Cella disputò una buona stagione tutto sommato, vivendo una fase centrale del campionato costellata da numerosi risultati utili consecutivi. L’ossatura della squadra è stata confermata. Ci saranno quindi ancora Monica Picchi (capitano), Rebecca Vaglini (vicecapitano), Camilla Alessandri, Barbara Cosenza, Caterina Bruno, Elena Pulidori, Noemi Ramagli, Sara Lotti, Serena Boiardi, Silvana Brunetto, Simona Bagnoli, Tanita Mazzocchio ed il bomber Valentina Pera.
Ma ci sono anche dei nuovi arrivi: Elisa Buccheri, Roberta Sparapani (dal Pisa), Simona Riccobono (ex Livorno) e Loreley Luise. La squadra non parteciperà alla Coppa Toscana, quindi andrà in campo per il campionato che avrà inizio il 16 ottobre. Un girone che si annuncia interessante, a tredici squadre e con alcune novità.
Intanto per il La Cella ci sarà ancora il sentito derby contro le pontederesi della Bellaria, ma ci saranno anche Lucchese e Montevarchi, due nuove realtà create proprio in questa estate. «Mi sono rimesso in gioco - afferma Bergamo - con grande voglia. Per me la D femminile è un campionato sconosciuto, ma ho visto buona volontà di lavorare». Che campionato si aspetta? «Lo conosco poco, ma a questi livelli il lavoro e la dedizione fanno molto. Ho detto alle ragazze che dobbiamo essere professionali e se riusciamo a farlo i risultati arriveranno». Come vede il mondo del calcio femminile? «In Italia non c’è la giusta mentalità, siamo ancora molto indietro. Qualcosa sta arrivando alla serie A, ma solo in alto. In Toscana c’è stato un certo risveglio, ma mi auguro che ci sia un seguito e che si possano sviluppare anche i settori giovanili». Avendo allenato nel calcio maschile anche ad alti livelli, che differenza c’è rispetto al femminile? «Le ragazze probabilmente sono più caratteriali, fanno più gruppo. Inoltre c’è molta dedizione. Molte di loro fanno chilometri per venirsi ad allenare senza prendere niente».
Simone Martini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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