Il presidio
Pisa, il sindaco è sicuro: "Sulla società tutti rispetteranno gli impegni". Per l'acconto a Petroni c'è Mian
Aria elettrica in città dopo gli “sgarbi” di Petroni, ma si attende una schiarita grazie anche al coinvolgimento diretto e personale dell’ex presidente nerazzurro
PISA. Occhi e orecchie aperti, perché i pericoli sono dietro l’angolo. Se Pablo Dana getta acqua sul fuoco, la convocazione di venditori e acquirenti da parte del sindaco (vorrebbe incontrarli domattina, è molto più facile che se ne riparli martedì pomeriggio) è un segnale che le cose non stanno procedendo come dovrebbero. E in città la sensazione è che Britaly Post stia nuovamente tirando la corda allo sfinimento, con il pericolo che alla fine questa corda si spezzi con effetti disastrosi per tutti.
Non accenna infatti a placarsi la bufera sulla mancata firma del contratto che avrebbe dovuto portare Lazzari a giocare in nerazzurro sin da mercoledì scorso, e anche sulla parzialità dei dati forniti alla stampa da Petroni, appena dopo lo sfogo di Gattuso, riguardo agli stipendi dei tesserati nerazzurri. In questi dati manca infatti qualunque riferimento ai contratti di Tambone, Di Pasquale, Colonnello, staff di Colonnello e così via: silenzio assoluto sulle spese sostenute dal Pisa per mettere sotto contratto tutti i “romani”. E si parla di diverse centinaia di migliaia di euro.
L’intervento, anche duro, del sindaco Filippeschi per ricordare all’attuale proprietà che il Pisa non è un giocattolo, è molto opportuno. Intanto a breve la famiglia Petroni dovrebbe ricevere un acconto sul pagamento, grazie anche al coinvolgimento diretto e personale dell’ex presidente nerazzurro Maurizio Mian che sta collaborando attivamente con Filippeschi.
PISA-BRESCIA CON SORPRESA?
Ad ogni modo c’è un intero staff, quello “pisano”, che sta lavorando giorno e notte, sia per mettere in campo la squadra sia per fare andare avanti la macchina organizzativa. Dopo la trasferta di domani in Liguria, sabato prossimo infatti c’è la seconda gara casalinga, con il Brescia. L’Empoli Calcio, comprensibilmente, non sarebbe per niente contento di ospitare di nuovo i nerazzurri: non per antipatia ma perché avere ospiti in casa comporta problemi organizzativi e logistici molto importanti. Si sta quindi cercando di ridurre al minimo il disagio per Empoli e farlo durare meno possibile. Anche il presidente della Lega di B Abodi sta dando una mano in questo senso: giocare a poca distanza da casa sarebbe ottimo anche per ridurre il danno economico da mancato in casso. Si parla anche di un’ipotesi clamorosa, ovvero quella di chiedere una deroga per giocare Pisa-Brescia, con una capienza ridotta (potremmo pensare a 7.500 posti circa) all’Arena.
Ma per farlo sarebbero necessari una serie di lavori a tempo di record, anche per consentire le riprese tv di Sky, e una “apertura di credito” fuori dell’ordinario da parte della Questura e della Prefettura. Convincere la commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli che la cosa è fattibile è un’impresa titanica, visto che lo stadio, semplicemente, oggi non è agibile. E’ chiaro che riuscirci sarebbe un successo importantissimo, anche per l’immagine della città nei confronti della Lega di B, ma non facciamoci la bocca.
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IL SINDACO E LO STADIO
«Il Comune ha già stanziato le risorse di sua competenza, ed ha iniziato i lavori che sono a suo carico. La società deve invece curare altri lavori e non avendo gli stessi nostri doveri di imparzialità, può rivolgersi a qualsiasi ente o azienda senza passare per appalti o gare ed i lavori possono essere attivati anche subito». Queste sono state le parole del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, sulla questione Arena Garibaldi durante la trasmissione Il Neroazzurro di 50 canale dove il primo cittadino era ospite. L'augurio e la speranza sono quelli di velocizzare quanto prima i lavori: «Alla fine mi riservo di giocarmi la carta Abodi, cioè mostrare che a fronte di garanzie su lavori che verranno effettuati, si possa tornare in città prima di averli ultimati. Voglio sperare in un accorciamento dei tempi lontano da Pisa facendo leva su un credito in termini di credibilità che abbiamo. Dobbiamo giocarci bene le carte in regola che abbiamo ed al momento sono poche».
I lavori da effettuare? Consolidamento strutturale di alcuni elementi portanti, illuminazione da potenziare, videosorveglianza che deve passare dal sistema analogico al digitale; poi si dovrà lavorare ai tornelli e ai punti di accesso.
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IL SINDACO E IL CLUB
A coloro i quali sono ancora dubbiosi sul buon esito della trattativa Filippeschi risponde così: «Dobbiamo stare attenti alla vicenda societaria continuando restare vigili. Non va dato nulla per scontato, specie dopo quello a cui abbiamo assistito ad agosto. Da un lato dobbiamo cercare di far ultimare il trasferimento delle quote (si parla di fine settembre) da una compagine all'altra; ci sono tre settimane di tempo, in mezzo c'è una due diligence ma anche altre complessità che potrebbero portare a sforare con i tempi; saranno tre settimane non facili. Non voglio entrare nel dettaglio perché ci sono degli obblighi di riservatezza ma io comunque voglio comunicare un segnale di fiducia anche perché chi deve vendere è ben deciso a farlo, mentre chi deve acquistare vuole rispettare gli impegni. E di questo ne sono sicuro perché me lo ha confermato lo stesso Petroni che continuo a sentire con grande continuità, insieme ai legali di Dana, Pedroni e Giardino».
Questo in attesa della nomina di un membro del nuovo management scelto dallo stesso numero uno di Palazzo Gambacorti: «Petroni mi ha chiesto quando sarò in grado di nominare l'ultimo componente, che sarà un commissario sopra le parti, io ho in mente un tecnico che aiuti i tecnici».
Secondo Filippeschi, «nell’aria si respira un clima di fiducia che deve portare ad assolvere a doveri relativi alla vita quotidiana del club con una certa scorrevolezza». Conclusa definitivamente la trattativa, il futuro del Pisa può essere molto ambizioso: «Dana e lo staff devono essere liberi di impostare un progetto di società che abbia un alto profilo. Cioè una società manageriale con delle precise ambizioni. E' un'occasione da non perdere anche perchè è stata riconquistata quella grande risorsa che è Gennaro Gattuso, adesso si deve pensare al lungo periodo. Mi risulta che Lucchesi e tutto lo staff che sta in sede stia lavorando giorno dopo giorno con delle difficoltà che presto devono essere superate».
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