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La sfida di Ringhio alla sua “guida” nella Salernitana

La sfida di Ringhio alla sua “guida” nella Salernitana

L’allenatore dell’Entella è Roberto Breda, compagno di squadra di Gattuso (e di reparto) con i granata campani

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PISA. A Chiavari Gennaro Gattuso ritroverà sulla panchina opposta, quella dell’Entella, uno dei suoi primi maestri calcistici. Roberto Breda era il capitano della Salernitana che accolse il futuro campione del mondo nel 1998-99 al ritorno in patria dopo la “fuga” dal Perugia ai Glasgow Rangers, nel campionato scozzese.

La compagine granata era salita in serie A a suon di gol e spettacolo grazie al 4-3-3 zemaniano di Delio Rossi, strapazzando tutte le rivali grazie ai tanti gol messi a segno da di Di Vaio e da Artistico.

Una mentalità offensiva riproposta in massima serie, ovviamente con ben altre difficoltà, cercando di imperniare la squadra su una cintura mediana che potesse abbinare gioventù ed esperienza, classe e dinamismo.

Gattuso, che aveva già esordito in A nel Perugia due stagioni prima, tornò a calcare un campo di massima serie tricolore alla sesta giornata: per la trasferta di Firenze Rossi lo collocò da mezzala destra a fianco di Breda, che fungeva da classico centromediano, mentre sul centrosinistra operava Ighli Vannucchi (ex Entella e mancato nerazzurro).

Gattuso era nella posizione di Verna, mentre Breda interpretava il ruolo di Di Tacchio, ma come Mannini si accollava la responsabilità della fascia di capitano e della battuta dei calci da fermo.

La prima uscita di Gattuso fu da dimenticare (un pesante 4-0 allo stadio Artemio Franchi di Firenze lasciò i campani malinconicamente a quota uno), ma il nuovo equilibrio centrale, costruito sulla verve del giovane incontrista e sul carisma di Breda, consentì ai granata di farsi valere tra le mura amiche, caratteristica mantenuta, anzi rispolverata dopo un periodo di crisi, nel passaggio di consegne tra Rossi e Francesco Oddo (padre di Massimo, allenatore del Pescara) e in una riconversione dal 4-3-3 ad un più accorto 4-4-1-1.

La Salernitana, che nel girone di andata aveva fatto soffrire l’Inter (vittoriosa solo in pieno recupero) provocando l’esonero di Gigi Simoni, si arrese solo all’ultima giornata, retrocedendo per un misero punto.

Quel campionato nella Salnernitana non era però passato inosservato. Gattuso si accasò al Milan e cominciò la sua prepotente ascesa.

Anche Breda trovò un altro ingaggio in massima serie, nel Parma. Dopo 5 anni tra Genoa, Catania e Salerno (8 stagioni in tutto da calciatore in Campania), diede il via alla carriera da allenatore.

Due le finali playoff disputate e perse in panchina: ancora a Salerno in Lega Pro nel 2010-11 (tra i granata Antonio Montella e Iacopo Balestri) ed a Latina in B nel 2013-14.

Dunque, la sfida di Chiavari tra Pisa ed Entella avrà un significato ulteriore per Gattuso, che vuole che la sua squadra faccia bella figura per riscattare la sconfitta di Terni. Ma questa volta c’è un motivo in più.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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