Italia
L’impresa di Empoli cancella l’onta Brescia
PISA. Pisa-Novara cancella Pisa-Brescia ed apre il nuovo corso nerazzurro in serie B dopo sette anni di assenza. Quel maledetto 30 maggio 2009 il team rossocrociato, tra indubbie difficoltà...
PISA. Pisa-Novara cancella Pisa-Brescia ed apre il nuovo corso nerazzurro in serie B dopo sette anni di assenza. Quel maledetto 30 maggio 2009 il team rossocrociato, tra indubbie difficoltà societarie, aveva comunque tutto per vincere: uno stadio che lo incitava, elementi di indubbio valore in campo (molti di essi rimasero in B o salirono in A) ed un avversario non troppo agguerrito, rimasto in 10 dopo 18’. Eppure il Pisa perse, concretizzando una delle uniche quattro combinazioni che potevano costare la retrocessione. Questo Pisa invece aveva tutte le giustificazioni per cedere il passo, al di là del valore tecnico dei giocatori, perché si sapeva che la benzina sarebbe finita prima dell’ultimo terzo di gara. E invece, se il Pisa di Giordano cedette di schianto al 49’ della ripresa, quello di Gattuso ha raddoppiato le forze (che non aveva) resistendo anche agli ultimi attacchi di un Novara forse deludente, ma comunque temibile soprattutto in prima linea (Sansone e Galabinov difficilmente falliscono). In comune un filo rosso tutto romano tra la presidenza Pomponi e la gestione della concittadina famiglia Petroni, antefatto e conclusione di un lungo purgatorio.
Gli esordienti. Quattro i debuttanti in serie B. Tutti si sono fatti valere. Sugli scudi il portiere Daniele Cardelli, che ha blindato la vittoria in quel di Empoli, nella città che aveva fatto crescere l’estremo difensore pesciatino in un rinomato settore giovanile. Grande sostanza anche la prova di Luca Verna, che a Lanciano aveva sfiorato la serie cadetta. Non ancora ventenne, Diego Peralta ha debuttato in serie cadetta, iniziando a seminare scompiglio. Diversa l’emozione di Antonio Montella, che ha saggiato la B con la consapevolezza donata dai trent’anni suonati.
I cavalli di ritorno. Forte anche la carica emotiva di coloro che hanno riconquistato la B, soprattutto in tarda età. Per Mannini e Lisuzzo non era scontato risalire sull’ascensore dopo anni in terza serie e quindi per loro c’è stato ancora più gusto. Luca Crescenzi aveva (e ha) l’anagrafe dalla sua parte, ma ormai da tempo era impantanato in Lega Pro. Avogadri e Fautario, già promossi nel 2014-15 rispettivamente con Ascoli e Como, stavolta si sono riappropriati della categoria conquistata sul campo. Scommessa vinta per Umberto Eusepi, sceso in Lega Pro solo per 6 mesi. Edgar Cani ha atteso un semestre in più. Giulio Sanseverino ha raccolto la seconda presenza in B, ancora grazie a Gattuso, che lo aveva iniziato alla cadetteria nel Palermo. Petar Golubovic ha ritrovato la seconda serie con la medesima squadra (il Novara), stavolta da avversario, e nello stesso stadio (il Castellani di Empoli) dove aveva giocato l’ultima partita in B. Alessandro Longhi viene dalla A e porta con sé lo spirito di chi non si pone limiti.
Massimo Berutto
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