Il Tirreno

Pisa

Pisa, la proprietà chiede altri sei giorni. Dana: va bene, trattiamo

di Antonio Scuglia
Pablo Dana
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Pablo Dana

Il fondo di Dubai disposto ad alzare la sua offerta. Intanto la squadra è stata convocata, probabilmente per partire per un ritiro lontano da Pisa

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PISA. Nessuna risposta per Pablo Dana, almeno sembrava. Ma in extremis è arrivata da Britaly Post una  richiesta di ulteriore tempo (sino a lunedì 22) per vagliare ancora l'offerta di Dana, insieme forse a quella che farebbe pervenire l'avvocato Nolli di Brescia e a quella di Italpol. Così lo stesso Dana ha riferito prima al sindaco Filippeschi, che lo ha invitato a riflettere sulla possibilità di andare comunque avanti con la trattativa, e poi alla stampa. Dando alla fine la notizia sperata: "Accettiamo di trattare fino al 22 e siamo disposti a un piccolo sforzo economico ulteriore, pur di riportare qui Gattuso. Naturalmente non potranno esserci altri rinvii".

La risposta definitiva doveva arrivare entro le 18 di martedì 16; il Pisa aveva da poco nominato l'avvocato Antonio Giampaolo amministratore unico per curare la cessione della società e la proprietà attuale si era riservata una risposta che doveva arrivare dopo l'esame dei documenti da parte dei suoi legali a Londra. Il fondo di Dubai aveva reso note da tempo le sue condizioni di acquisto: cinque milioni di euro, più l'aggiunta di un milione in caso di promozione in serie A nei prossimi tre anni. Ma il silenzio da parte dell'avvocato Comito incaricato di portare avanti la trattativa, e di Giampaolo, man mano che passavano le ore, ha portato sempre più chiaramente a concludere  che vi fossero delle difficoltà, o la richiesta di prendere ancora tempo. In città  sin dalla prima mattinata si erano scatenate le voci più disparate, da quella di una cessione già avvenuta a Dana a una continuazione dell'attività dell'attuale proprietà, anch'essa già decisa, in attesa della cessione di parte delle quote alla Italpol.

La squadra intanto è stata precettata per la tarda mattinata di mercoledì 17 a Tirrenia. Ufficialmente per pranzare insieme e poi fare l'allenamento a San Piero, ma fonti vicine ai giocatori riferivano sin dal pomeriggio della possibilità che invece il gruppo partirà per una destinazione lontana, forse nei dintorni di Avellino, per un nuovo ritiro lontano da Pisa e dalla tifoseria, che si è espressa in modo chiaro sulla possibilità di una nuova e pesante contestazione nei confronti della società. E la partenza per il ritiro è stata confermata in serata da Giampaolo.  L'impressione dei tifosi, che hanno detto a gran voce di volere ad ogni costo il ritorno di Gattuso, è che la società voglia vendere tutte o parte delle quote alla Italpol di Giulio Gravina, ex cognato del proprietario Petroni, per poi riproporre di fatto una gestione molto vicina a quella attuale.

Anche la squadra si è espressa nei giorni scorsi manifestando il desiderio di tornare ad essere allenata da Gattuso,  anzi la speranza di questo ritorno aveva bloccato molte richieste di risolvere i relativi contratti; sino a Ferragosto si erano accasati altrove, fra i titolari, solo Scognamiglio, al Novara, e il kazako Merkel, al Bochum (serie B tedesca). Ma a questo punto la crisi potrebbe esplodere anche nello spogliatoio.


 

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