Il presidio
Pisa calcio, la città con il fiato sospeso
Martedì alle 18 la scadenza per la trattativa in esclusiva con Pablo Dana, i tifosi schierati contro una possibile soluzione "interna" con la cessione a Italpol
PISA. Alle 18 di martedì scade il termine per la trattativa fra il Pisa e Pablo Dana: Carrara Holding, o meglio Britaly Post che la controlla al 100%, dovrà dire sì o no all'offerta del fondo di investimento di Dubai che ha offerto 5 milioni a pronta consegna più 1 milione in caso di promozione in serie A nei prossimi 3 anni.
Il pubblico è col fiato sospeso, e attende con molte speranze il ritorno di Rino Gattuso in panchina, legato a questa trattativa.Col passare delle ore cresce anche il nervosismo, e la paura che se questa trattativa andasse a monte, la contestazione riprenderebbe in modo virulento, come riportato da diversi tifosi presenti domenica a Gubbio per la partita vinta con la Salernitana in Coppa, e dedicata dai giocatori a Gattuso del quale a loro volta chiedono il ritorno. Anche nella mattinata di martedì i messaggi soprattutto sui social sono aumentati, ed è salito ulteriormente, a livelli preoccupanti, il tono della contestazione.
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Le forze in campo sono ormai ben definite: i contendenti sono tre.
La "cordata Dana" è quella più gradita al pubblico per un motivo semplice: riporterebbe subito in panchina Gattuso mettendo fine alla contestazione che infiamma l'estate pisana. La squadra è con lui e lo ha detto a chiare lettere, i danni fatti finora con un mese di assenza della società (quasi paralizzata dopo gli arresti domiciliari del presidente Petroni) sono enormi ma riparabili. Sino alle 11.30 di martedì, Dana non ha ricevuto risposte: né positive né negative.
La seconda cordata è quella rappresentata dall'avvocato Alessandro Nolli di Brescia, che inizierà a trattare se qualcuno non compra subito. La sua lettera di intenti è datata 8 agosto, non c'è ancora un'offerta economica perché Nolli ha la necessità di conoscere bene i conti.
Entrambi i gruppi hanno fatto un passaggio gradito alle istituzioni: rispondendo all'esplicita richiesta del sindaco (che aveva avuto il benestare dell'attuale proprietà), hanno trasmesso in copia allo stesso Filippeschi la lettera di intenti indirizzata a Britaly Post.
Il terzo gruppo è l'Italpol di Giulio Gravina, fratello della prima moglie di Petroni. L'entità dell'offerta non è nota, così come i contenuti (dovrebbe trattarsi dell'acquisto della maggioranza delle quote, non del totale) ma è ovvio che è la più gradita alla proprietà, tanto che in caso di accordo il figlio di Petroni, come lascia capire la composizione del Cda virtuale che si sarebbe dovuto insediare sabato scorso, sarebbe vice presidente. Questo gruppo non è passato attraverso una comunicazione "di cortesia" in Comune, e il sindaco non ha affatto gradito questo sgarbo diplomatico.
Quanto alla tifoseria, molte e univoche voci pervenute a questo punto non solo tramite social network ma anche dalle espressioni riprotate a San Piero e a Gubbio fanno capire che questa guarda con sospetto alla soluzione "romana" temendo che l'arrivo della Italpol riproporrebbe di fatto persone e assetti societari che fanno parte dell’attuale proprietà. Il presidente designato, Marco Calleri, ha fatto un momentaneo passo indietro; avrebbe potuto essere considerato dalla gente un "uomo di Petroni", cosa che ha smentito al nostro giornale.
Al momento l'unica offerta di cui si abbiano notizie certe è quella di Pablo Dana che è ottimista per l'esito della trattativa. Spiegava infatti sabato sera: «A Ferragosto tornerò in Svizzera, ma sarò di nuovo in Toscana mercoledì mattina. La mia presenza qui non è necessaria perché la trattativa la seguono i tecnici: abbiamo fatto tutti i nostri passi e siamo fiduciosi».
La proprietà ha fatto un passaggio importante in direzione della cessione: non ha dato seguito alla nomina di un Cda, ma ha scelto un amministratore unico, l'avvocato Antonio Giampaolo, esperto di diritto societario, confermando l'imminente vendita. Il club ha deciso in questa direzione «in considerazione dell'opportunità di cedere le proprie partecipazioni e, comunque, del dovere di garantire, nonostante le attuali difficoltà, una efficiente continuità di gestione fino all'eventuale atto di cessione».
Questo il testo diffuso sabato: «L'assemblea dell'Ac Pisa 1909 alla presenza del revisore unico Moretti ha nominato Antonio Giampaolo amministratore unico al fine di garantire, in ragione della comprovata esperienza in diritto societario, la più efficiente continuità aziendale e contemporaneamente fornire il più valido supporto ai legali incaricati di gestire la trattativa per il cambiamento degli assetti proprietari».
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