Il presidio
Sugli spalti cori e striscioni “Petroni vattene vogliamo Rino”
GUBBIO. Una vigilia di ferragosto al fianco del Pisa, tra speranze e attese, per il popolo nerazzurro nel desolante deserto dello stadio Barbetti di Gubbio che racconta un altro capitolo romanzesco...
GUBBIO. Una vigilia di ferragosto al fianco del Pisa, tra speranze e attese, per il popolo nerazzurro nel desolante deserto dello stadio Barbetti di Gubbio che racconta un altro capitolo romanzesco di questa lunga estate.
Pomeriggio caldo e scenario surreale per questo terzo turno di Coppa Italia contro la Salernitana che non si è potuta disputare ne all’Arechi ne all’Arena a causa dei lavori in corso per la prossima stagione.
Gubbio non è lontanissima e un centinaio di tifosi decidono di raggiungere la cittadina umbra con auto private e stringersi attorno alla squadra in quella che poteva essere la partita del ritorno in panchina di Gennaro Gattuso. Un ritorno che tutti sperano sia rimandato di pochi giorni con la chiusura della trattativa per il cambio societario. In tribuna si vede il figlio del patron Fabio Petroni, Lorenzo Giorgio, assieme al nuovo responsabile del marketing Cecinelli. La tifoseria canta e scrive Petroni vattene. Nel settore ospiti fanno bella mostra una serie di striscioni di protesta contro il numero uno di Britaly e tutta l’attuale proprietà ritenuta colpevole di questa situazione (abbandonati dalla società sostenuti da una città) e invitata a cedere la mano il più in fretta possibile visto che il campionato è alle porte. Dal classico mai con questa società, addirittura in due versioni, all’ironico Nolli volliamo questi Romani ( io sto con ringhio), con riferimento all’avvocato a capo della cordata lombarda. Tra l’altro lo stesso Nolli ha riferito a dei cronisti pisani che in caso di acquisto della società Gattuso sarebbe la prima scelta.
La piazza non ha dubbi vuole Gattuso, ma lo vuole assieme Pablo Dana e il suo fondo d’investimenti arabo. Tanti gli attestati di stima in favore dell’allenatore che ha riportato il Pisa in B dopo 7 anni e anche due striscioni eloquenti: O Gattuso o Gattuso e il semplice Gennaro Gattuso, che è anche il coro più gettonato. Ci sono anche gli striscioni di Club autonomo neroazzurro, Gradinata 1909 e Solo Pisa messi al contrario. Non poteva mancare il tormentone e dopo Mai una gioia è tutto un patì, vero emblema di questo periodo. Nella curva che di solito è occupata dai tifosi del Gubbio ci sono un centinaio di salernitani che si fanno sentire. Finora solo 1.500 abbonamenti rispetto ai 5.000 dello scorso anno e un pizzico di scetticismo verso Lotito e Mezzaroma, ma nulla di paragonabile rispetto a quanto accade all’ombra della torre. In campo il Pisa viene colpito dopo pochi secondi da un colpo di testa di Donnarumma e pareggia all’ultimo tuffo con l’uomo dei gol in extremis Montella. Ai supplementari parte qualche coro più convinto a sostegno dei gladiatori nerazzurri guidati come domenica scorsa da Colonello. Nella lotteria dei rigori il Pisa si regala sfida allo stadio dedicato al grande Torino. Applausi a scena aperta e consueto lancio delle maglie. I tifosi rientrano a casa festanti accompagnati da un vento rinfrescante. Forse il segno che qualcosa sta cambiando.
Andrea Chiavacci
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