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Pisa

Molina, addio amaro i Bad Boars (serie A) chiudono i battenti

Molina, addio amaro i Bad Boars (serie A) chiudono i battenti

Due anni senza impianto di gioco hanno dissanguato il club Diaspora degli atleti verso le altre squadre di serie A

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MOLINA DI QUOSA. Addio all’hockey inline, una delle più prestigiose realtà dello sport dilettantistico pisano. La squadra di serie “A” dei Bad Boars che fino al campionato precedente ha militato nella massima serie è sparita.

Amareggiata la presidente Silvia Sfingi che a sua volta ha dato tantissimo alla società. Vent’anni di storia dell’hockey molinese sono stati vanificati da grossi problemi economici e per aver capito in ritardo quanto questa squadra fosse di esempio per i giovani per i valori di sport e di amicizia che esprimeva.

La palestra della Molinese dove giocava la squadra è rimasta chiusa per interventi urgenti di manutenzione all’impianto con i lavori che sono andati per le lunghe.

Anche le partite casalinghe venivano giocate ad Empoli con trasferte continue che hanno minato definitivamente le asfittiche casse della società. In pratica per due anni è stata una rimessa economica che alla lunga è stata insostenibile per i dirigenti e le famiglie dei ragazzi, oltre a rendere impossibile l’attività del settore giovanile.

Il sindaco di San Giuliano Di Maio che più volte ha incontrato i giocatori con la presidente Silvia Sfingi e il coach Marco Bellini, per salvare la squadra, aveva garantito per il prossimo campionato l’uso della palestra anche per le partite interne e contatti con potenziali sponsor della zona. Ma era troppo tardi.

Ma per i bravi atleti, alcuni convocati anche in Nazionale come Andrea Bellini, Alessio Lettera e Matteo Barsanti era ormai arrivato il momento di fare nuove esperienze e hanno trovato alloggio in squadre come il Quanta Milano, più volte campione d’Italia e in altre squadre che garantiranno loro almeno il rimborso spese.

E’ bene precisare che questi ragazzi, o meglio le loro famiglie, si addossavano le spese delle trasferte perché la federazione dell’hockey nonostante la serie “A” dà un contributo limitato, anzi le squadre devono pagare anche gli arbitri.

I problemi c’erano tutti, quando si sono presentati all’ultimo incontro con il sindaco Di Maio la diaspora dei giocatori era già in atto e nessuno alla fine è tornato indietro.

Anche l’esperto Marco Bellini ha avuto un’importante richiesta e si è accasato al Civitavecchia che lo ha ingaggiato e ha confermato l’iscrizione della squadra in serie “A”.

A Molina, stando così le cose, non si sentirà più l’inconfondibile rumore del dischetto che sbatteva sulle pareti del perimetro del campo ed era la testimonianza anche da fuori che lì si stava giocando ad hockey e ci si divertiva. (m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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