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L’Aquila Scintilla riparte dai giovani con la scuola calcio

L’Aquila Scintilla riparte dai giovani con la scuola calcio

La società ha rinunciato alla Prima categoria. Il colpo di grazia l’hanno dato i ladri con il furto da 25mila euro dei cavi di rame

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PISA. L'Aquila Scintilla rinuncia alla Prima categoria. Al suo posto e a quello della Scintilla Pisaest operante nei campionati giovanili, nasce l'Asd Scintilla 1945, una società nuova, tutta improntata all'abbattimento dei costi di gestione e al rilancio di una scuola calcio di qualità. Il club è ancora in ballo per ospitare presso i propri impianti quattro categorie dell'Ac Pisa 1909 (dai 2003 ai 2006), ma il rapporto di collaborazione con i nerazzurri non è ancora stato ufficializzato.

Sono tanti i motivi che hanno portato la compagine di Oratoio a decidere per l'inizio di una nuova avventura che non considerasse l'impegno tra i dilettanti: costi elevati, programmazione, il mancato ripescaggio dei Giovanissimi regionali e l'incredibile furto di rame subito dal Gemignani a fine aprile scorso. In quell'occasione e dopo una quindicina di furti subiti da sbandati, l'impianto d'illuminazione della struttura di proprietà del Comune fu saccheggiato da dei ladri professionisti e nel giro di una notte, la società si ritrovò sotto di 25mila euro; in altre parole, dei soldi necessari per ripristinare l'impianto d'illuminazione senza attendere il contributo di Palazzo Gambacorti.

«Dire che non ci siamo iscritti in Prima categoria per il furto di rame - spiega Carlo Coletti, presidente del nuovo sodalizio - non corrisponde al vero. Come società avevamo già deciso da tempo di cessare le due esperienze di Aquila Scintilla e Scintilla Pisaest per fondare la nuova Asd Scintilla 1945. Il furto di rame e i 25mila euro che abbiamo dovuto mettere di tasca nostra, però, hanno comunque avuto un ruolo nella decisione presa. Ci siamo "frugati", ma ora basta». L'Asd Scintilla 1945 non ha intenzione di tirare i remi in barca: «Assolutamente no, anzi, - prosegue Coletti - i remi li metteremo bene in acqua per rilanciare le nostre attività. Nei tre anni che ci siamo lasciati alle spalle, io e gli altri dirigenti, abbiamo fatto le cose con il cuore, ora, dobbiamo invece iniziare ad usare la testa e a gestire la società come un'azienda».

Di certo l'obiettivo non è quello di fare cassa. «Il progetto - dice Carlo Coletti - punta ad investire ancora sulle strutture e al miglioramento del settore tecnico. Per questo motivo nei prossimi due anni la Scintilla 1945 ripartirà dalla sola scuola calcio, sia per abbattere le spese che per rilanciare l'intero progetto societario». La nuova Scintilla 1945, quindi, fatti due conti, ha deciso di tagliare i costi vivi di gestione e di rinunciare alla prima squadra per indirizzare tutte le energie sulle altre attività.

«La prima squadra - chiude Coletti - è un costo puro. Il famoso "costo zero", quello che non considera i rimborsi ai calciatori, non esiste. In un anno, per una Prima categoria servono circa 18mila euro (5mila 500 euro d'iscrizione al campionato, mille euro di multa per non avere un settore giovanile, 2mila euro per le visite mediche della squadra, 5mila euro per le utenze di luce e gas, altre migliaia di euro da destinare ai costi di gestione per le trasferte e a quelli relativi al materiale tecnico e sportivo). Il nostro è un percorso sportivo ben calibrato, che tiene conto della situazione di difficoltà attraversata dal calcio italiano».

Questi i quadri societari dell'Asd Scintilla 1945. Carlo Coletti presidente, Vincenzo Bizzarri e Alessandro Terlizzi vicepresidenti. Lorenzo Ghelardi, Stefano Macelloni, Franco Piampiani, Giovanni Iacopini consiglieri. Ezio Paradossi responsabile scuola calcio. Stefano Ciardelli e Beppe Cosma direttori sportivi.

Carlo Palotti

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