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«È la miglior soluzione a ciascuno il suo ruolo»
Sostegno alla continuità tecnica del Pisa da parte dei gruppi organizzati «Chi mette i soldi fa il presidente, chi si intende di calcio fa il Dg e il mister»
PISA. Salta sul carro, scendi dal carro, salta sul carro... Ora, si spera, con l'acquisizione della totalità delle quote da parte di Fabio Petroni e la conferma di Lucchesi Dg e Gattuso allenatore dovrebbe finire anche questa disciplina sportiva che ha ravvivato - si fa per dire - il giugno pisano prima e dopo la triobfale doppia finale col Foggia.
Chi non ha partecipato mai a questo balletto sono stati i gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti, che fin dall'agosto scorso chiedevano chiarezza in società (e criticavano apertamente per questo Fabrizio Lucchesi) e ribadendo peraltro la loro stima per lo stesso Lucchesi nel ruolo che gli è proprio, ovvero il direttore generale. Di fatto, Lucchesi ha creato il Pisa - inteso come squadra - per tre anni: sfiorò la B il primo anno (finale di Latina) senza soldi, arrivò a un passo dalla seconda finale consecutiva, sempre senza soldi, quello successivo (sconfitta al 93' a Frosinone, contro i ciociari che non solo andarono in B ma poi arrivarono subito in A); e dopo un anno di lontananza, tornato in questa stagione lo ha riportato fra i cadetti. E adesso? «Adesso ogni cosa ci sembra al suo posto, - scrivono: - chi mette i soldi comanda, chi si intende di calcio fa il direttore sportivo, e chi deve allenare fa l’allenatore! Di solito una società funziona così?…. E dare continuità al gruppo tecnico dello scorso anno ci sembra sicuramente la scelta più giusta e che tutta Pisa sperava. Siamo finalmente arrivati ad una soluzione e ci sembra sia stata presa l’unica decisione plausibile».
Ecco alcuni passi salienti del lungo comunicato degli ultrà, che trovate per intero sul nostro sito www.iltirreno.it/pisa :
«Siamo finalmente arrivati ad una soluzione e ci sembra sia stata presa l'unica decisione plausibile. Siamo stati volutamente in silenzio in questi giorni, anche dopo l'incontro in Comune dove eravamo presenti.
Ci sembrava palese che la strada da percorrere fosse solo questa dato che, finanziariamente parlando, solo da una parte erano stati erogati i pagamenti che hanno permesso all'AC Pisa di rimanere in vita. Durante tale riunione avevamo avuto la conferma, seppur PER NOI non ce ne fosse nemmeno bisogno, che i soci promessi fin dalla famosa assemblea di Agosto in realtà non c'erano….. era quindi impensabile, secondo noi, che fosse Lucchesi a liquidare la Britaly Post».
«Per questo motivo - affermano gli ultrà - ci sono sembrate strane e inadeguate le parole del post riunione in Comune, quando il ds Lucchesi parlava ancora del suo "gruppo" pronto a rilevare le quote il lunedì e dichiarava che mai avrebbe accettato di fare il direttore sportivo con Petroni al comando, in realtà, aggiungiamo noi, la cosa che più gli riesce bene».
E ancora: «E’ iniziato tutto ad agosto 2015 quando, durante l'assemblea, dove, pur riconoscendo il valore professionale di Lucchesi (e questo lo abbiamo sempre detto e lo continueremo a dire), avevamo deciso come Comitato che deteneva l'un per cento delle quote di non dare il nostro gradimento a questo soluzione, lasciando comunque il via libera a Lucchesi non esercitando il nostro diritto di prelazione. Questo, come più volte detto, perché avevamo la convinzione che i soci promessi non ci fossero e ci sembrava tutto molto strano e vago».
Ripercorse tutte le diatribe della stagione a partire dalla lunga querelle con Battini e proseguendo con i rapporti Lucchesi-Petroni, i tifosi concludono:
«Detto questo, chiaramente noi non siamo in grado di valutare le potenzialità economiche e di organizzazione societaria della Britaly Post (Terravision), ma guardiamo solo i fatti, e per ora non gli si può imputare assolutamente niente visto che a pagare sono stati solo loro. Adesso ogni cosa ci sembra al suo posto, chi mette i soldi comanda, chi si intende di calcio fa il direttore sportivo, e chi deve allenare fa l'allenatore! E dare continuità al gruppo tecnico dello scorso anno ci sembra sicuramente la scelta più giusta e che tutta Pisa sperava. Speriamo di non dover affrontare altri problemi societari per un bel po' di tempo, ora bisogna appianare tutti quei malumori e tutte quelle fazioni che queste situazioni creano: remiamo tutti dalla stessa parte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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