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Pisa

Caos Pisa, riunione a Milano: ci sarà anche Gattuso

Rino Gattuso
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Rino Gattuso

L’allenatore vuole assistere direttamente all’incontro. Valore della società: 6 milioni di euro. I nuovi scenari

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PISA. Domani sarà dunque la giornata decisiva per le sorti dell’Ac Pisa. Il punto essenziale è verificare se il tentativo di disgelo favorito dall’incontro in Comune potrà tradursi in un accordo tra le parti. Vediamo allora quello che dovrebbe essere l’iter della trattativa tra i partner nella Carrara Holding, da una parte Britaly Post di Fabio Petroni e dall’altra Fabrizio Lucchesi. Alla fine uno solo resterà al comando del club.

Gattuso “regista”. Riguardo al ruolo di ambasciatore che abbiamo attribuito a Gennaro Gattuso in questa vicenda, sulla base di quanto riportano fonti vicinissime all’allenatore, la conferma principale arriva da un dettaglio, che poi un dettaglio non è. Tutt’altro. L’incontro decisivo tra soci si terrà domani a Milano, e non casualmente: è la sede scelta direttamente da Gattuso, che tornerà appositamente dalle vacanze per essere presente al tavolo delle trattative. Ci saranno Petroni, Lucchesi, Freggia ed i legali delle parti.

Le richieste. La trattativa girerà attorno alle questioni economiche, e non potrebbe essere altrimenti. Ma ci sono aspetti che dovranno essere definiti anche prima. Distinzione e rispetto dei ruoli, anzitutto: il presidente fa il presidente, il diesse il diesse e l’allenatore l’allenatore. Poi dovranno essere chiarite le posizioni di alcuni personaggi che fanno parte della società o che vi ruotano attorno. Infatti, dopo l’incontro in Comune, è stata usata una formula: dall’incontro dovranno uscire «i nuovi assetti societari».

I due nodi. Invece, sotto il profilo economico, i nodi fondamentali da sciogliere sono due e fortemente connessi tra loro. Il primo: quanto valgono complessivamente le quote dell’Ac Pisa. Il secondo: il riconoscimento reciproco, cifre alla virgola, di quanto ciascun socio durante questa stagione ha versato (o non versato) nella società. Essendo partner al 50%, gli impegni dovranno risultare equamente suddivisi.

Il valore delle quote. Entriamo nel dettaglio. Quanto valgono complessivamente le quote dell’Ac Pisa? In uno dei più recenti comunicati, Petroni aveva ipotizzato la cifra di 8 milioni, ma aveva anche specificato che si trattava di un esempio. Trovandosi ora nelle condizioni di poter comprare, la cifra intorno alla quale si discute è sui 6 milioni di euro. Valutazione sulla quale occorre il via libera di Lucchesi. Infatti, e questo è un aspetto emerso durante l’incontro in Comune, i due soci hanno preso l’impegno di avviare la trattativa sulla stessa base. Dunque, una valutazione complessiva decisa già prima di sedersi al tavolo. Chi deciderà di comprare e chi di vendere saprà già di cosa si parla, e sarà la medesima.

Le differenze. Questo è determinante per arrivare al conteggio finale. Perché, secondo le comunicazioni di Petroni, il suo gruppo finora ha già messo nel Pisa circa 2 milioni di euro, esponendosi oltre la metà delle quote in suo possesso. Una differenza che, se sarà Petroni a comprare tutto, dovrà essere sottratta ai 3 milioni di valore del 50% in mano a Lucchesi. Dalla parte opposta, Lucchesi ha detto che ora vuole fare solo il direttore generale. Se intende comprare, ha dunque bisogno di finanziatori (che nel caso dovranno uscire finalmente allo scoperto). Questi finanziatori, rispetto all’ipotetica valutazione di 3 milioni, dovranno fare il ragionamento opposto a Petroni, ovvero aggiungere quanto anticipato dall’imprenditore romano. Di fronte a tutto questo cosa farà il “regista” Gattuso? E’ soprattutto da quel fronte che potrebbe venire l’eventuale colpo di scena. Con una certezza: quello tra Gattuso e Lucchesi resta indiscutibilmente un asse forte.

Francesco Loi

Daniele Benvenuti

 

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