Pordenone, 96 anni di storia
Il Bottecchia è un velodromo intitolato al ciclista vincitore del Tour de France 1924
PISA. Il Pisa affronta un avversario quasi inedito ma con 96 anni di storia alle spalle. Il Pordenone nasce infatti nel 1920 e già dal 3 ottobre 1926 gioca nell'attuale velodromo. All'epoca venne denominato, come altri impianti, Stadio Littorio poi dal 1946 diventa l'Ottavio Bottecchia. Il muratore del Friuli (peraltro nato in Veneto), fu il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France nel 1924, successo bissato l'anno seguente. Morì nel 1927 a soli 32 anni e in circostanze mai chiarite.
La squadra dopo aver disputato diversi campionati regionali conosce la ribalta nazionale giocando in serie C con alti e bassi a cavallo degli anni 30 e 40. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il Pordenone viene ammesso in serie C per motivi bellici. La squadra negli 50 si stabilizza in IV serie e torna in Serie C solo grazie alla riforma dei campionati nel 1958-59 su proposta della Figc. In quella stagione arriva ultima ma non retrocede perché c'è il blocco a causa dell'allargamento della categoria. In quel campionato disputa le sue uniche due gare contro il Pisa che al Bottecchia si fa rimontare due reti di vantaggio chiudendo sul 2-2 con rete al 90' di Lugo, poi arriverà la vittoria nerazzurra per 1-0 all'Arena firmata Morelli. Per il Pordenone il miglior piazzamento, prima di quello attuale, è il quarto posto nel 1959-60 trascinato dalle reti di un giovane Gianfranco Zigoni, l'estroso fantasista che indosserà le maglie di Genoa, Juventus e soprattutto Verona. Zigo-gol è Il giocatore più rappresentativo della storia neroverde al pari di Omero Tognon, centro mediano del Milan e della nazionale anni 40-50. Nel 1971 Tognon allenerà per un breve periodo anche il Pisa ma verrà esonerato dopo 12 partite. Il Pordenone retrocede in D nel 1964 e per 50 anni non giocherà campionati di terza serie. Un buon periodo però sono stati gli anni 80 dove la squadra mise radici in C2 fino al 1988-89. Dopo un periodo nero nel 2001-2002 la squadra vince il campionato di serie D. Arriva una brillante salvezza alla prima stagione in C2 ma la società fallisce e si riparte dall'Eccellenza. Il resto è storia recente con la doppietta in Serie D con mister Parlato nel 2013-2014. Prima la vittoria in volata nel girone C dopo un testa a testa entusiasmante con il Marano e infine il tricolore dei dilettanti battendo in finale la Lupa Roma ad arezzo per 1-0. Il ritorno di Tedino, aveva raggiunto il secondo posto in D nel 2000-2001, ha coinciso con il ripescaggio dell'estate scorsa e questo storico approdo ai playoff. Sono tanti comunque gli allenatori importanti passati da Pordenone: Cesarini, Tumburus, Galeone, Buffoni, Reja, Cancian, Fedele e l'emergente Lamberto Zauli che ha da poco salvato il Santarcangelo.
Chiudiamo con una curiosità: il soprannome di ramarri risale ai primi anni sessanta e si deve al giornalista locale Gildo Marchi. Vista la giovane età della squadra Marchi coniò l'espressione "i ramarri del Noncello", il fiume che bagna Pordenone.
Andrea Chiavacci
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